Gli argenti di Morgantina volano in Cina per promuovere le bellezze di Sicilia

I preziosi reperti del III secolo avanti Cristo trafugati 30 anni fa e restituiti nel maggio scorso saranno esposti nello stand della Regione all'Expo di Shangai dal 16 al 22 agosto. In mostra anche la «Phiale» di Caltavuturo e il plastico del Ponte sullo Stretto

Sono appena tornati dagli Stati Uniti. Ma tra una settimana voleranno dall'altra parte del mondo, in Cina, insieme a tanti storici «colleghi» che fanno della Sicilia una terra magica per chi ama l'archeologia.
Sbarcheranno in Cina, all'Expo di Shangai, i millenari argenti di Morgantina, lo storico tesoro risalente al III secolo avanti Cristo trafugato trenta anni fa dai tombaroli, trasportato negli Usa e restituito nel maggio scorso alla Sicilia, grazie a un accordo tra il Metropolitan Museum di New York e il governo italiano. Gli argenti di Morgantina, insieme a altri pezzi storici dell'archeologia siciliana e al plastico del ponte sullo Stretto di Messina saranno le perle dello stand della Regione Siciliana allesposizione di Shangai, dal 16 al 22 agosto.
Il programma della trasferta cinese, intitolata «Sicilia, un ponte tra le culture», è stato presentato dall'assessore regionale dei Beni culturali e dell'Identità siciliana, Gaetano Armao e dall'assessore all'Istruzione, Mario Centorrino. «Abbiamo scelto un tema - ha detto Armao - che racconta la tradizione della Sicilia quale luogo di incontro tra culture diverse, che qui da noi hanno trovato una sintesi, ma che dà anche il senso del legame tra la grande ricchezza della cultura di questa regione e il futuro verso cui è proiettata. Futuro di cui il ponte di Messina vuole essere l'immagine emblematica».
La Sicilia porterà in Cina reperti archeologici come la Phiale di Caltavuturo, del IV secolo avanti Cristo, che «dopo la trasferta a Shanghai - ha annunciato l'assessore Armao - tornerà all'antiquarium di Imera». Nello stand italiano anche i quindici, splendidi pezzi in argento di Morgantina, che in questi giorni sono esposti al museo archeologico di Palermo ma che dopo l'Expo torneranno a Aidone, nel luogo dove furono depredati. Ci sarà anche un occhio al futuro con il plastico del ponte sullo stretto di Messina.
A Shanghai, la Sicilia si presenterà, unica tra le regioni italiane, con l'innovativa tecnologia del cosiddetto «Qr code», un codice che, attraverso un semplice telefonino, consentirà di collegarsi a un sito nel quale sono consultabili le schede dei tesori che saranno portati in Cina, oltre che con il sito dell'assessorato dei Beni culturali. Per la partecipazione all'Expo di Shangai la spesa complessiva ammonta a 350 mila euro, comprensivi della quota di iscrizione pari a 50 mila euro, delle spese di allestimento dello stand pari a 56 mila euro, di quelle di trasporto e assicurazione dei reperti di circa 80 mila euro, e dei 70 mila euro spesi per l'accoglienza dei 16 giornalisti che, nelle settimane scorse, hanno visitato per dieci giorni la Sicilia.