In Argentina debutta il ct Berbizier

Carlos Martinez

da Salta

In una scenografia da mozzafiato, sotto le Ande imponenti di Salta, Pierre Berbizier, l'esordiente ct della nazionale di rugby, alza lo sguardo e respira profondo sul prato del club Gimnasia y Tiro dove la nazionale ha appena concluso la rifinitura prima del test con i Pumas nello stadio «Ernesto Martiarena» (alle 23.10 italiane di questa sera). Lo scorso sabato gli azzurri hanno fatto gli straordinari per battere l'Argentina XV per 32-14 in una prima sfida non ufficiale, una vittoria che fa sorridere Berbizier nonostante i forfait importanti di Santiago Dellapè e del pilone Martín Castrogiovanni. «La partita di sabato scorso è acqua passata, quello che conta adesso non sono le azioni dei singoli, ma il lavoro in gruppo, la gioia di esprimersi al meglio contro rivali che contano molto nel pianeta rugby. Quello che è certo è che sento un piacere immenso a trovarmi qui in Argentina dove respiro una cultura comune: la latinità», spiega «Pierrot» Berbizier che a 46 anni affronta un’altra sfida importante nella sua vita, quella di allenare la nazionale italiana per portarla in alto.
Sabato scorso ha potuto godersi la prova di Sergio Parisse, il gigante che si è mosso per tutto il campo, ma anche di Dellapé, di Orquera, di Canale: «Sì, ma per fare una squadra competitiva ci vuole il gruppo, per cui spero che quella sia solo la piattaforma del rilancio di un gioco convinto, determinante, con voglia di crescere e lottare. Anche perché di fronte avremo una delle squadre che negli ultimi anni è cresciuta di più. E io mi ricordo bene quando affrontavo i Pumas con la nazionale francese negli anni Ottanta. Anzi, mi porto ancora appresso i segni». E mostra una ferita con una ventina di punti di sutura sul braccio destro. Un segno che avrà fatto certamente vedere anche ai suoi.