Argentina: nuovi allestimenti, stessa qualità

Sei produzioni e coproduzioni. Dodici titoli che mettono in gioco autori, registi e interpreti di rilievo.
Proposte per lo più classiche, attraversate dalla necessità di piegare la tradizione a scelte espressive originali e coraggiose. Una sola ma significativa presenza internazionale, rappresentata dal lituano Eimuntas Nekrošius. Per definire la stagione 2007-2008 dell’Argentina, Giorgio Albertazzi ha coniato lo slogan «Al meglio, il teatro che si fa». Come a voler dire cioè che - ferme restando le preoccupazioni che attraversano il settore - il teatro sopravvive se sa essere appetibile per il pubblico. Niente di meglio, dunque, che affidarsi a nomi sicuri come Massimo Castri, artefice di un allestimento delle «Tre sorelle» di Cechov previsto in apertura, o come Federico Tiezzi, impegnato su una rilettura de «I Giganti della Montagna» di Pirandello. Pari curiosità suscitano sia il «Moby Dick» di Melville che vede Antonio Latella, partecipe come attore alla trasposizione fatta da Vittorio Gassman nel ’92, dirigere lo stesso Albertazzi/Achab che la messinscena che Andrea De Rosa costruirà per Anna Bonaiuto e Frédérique Loliée sulla «Maria Stuarda» di Schiller (a gennaio). Da non perdere poi l’adattamento che Nekrošius appronterà dall’Anna Karenina» di Tolstoj, lavorando con attori italiani e con Mascia Musy nel ruolo del titolo (dal 4 marzo). Già varate invece le 2 regie di Luca Ronconi, «Il Ventaglio» di Goldoni con Giulia Lazzarini e Massimo De Francovich e «Fahrenheit 451» dove recitano Elisabetta Pozzi, Fausto Russo Alesi e Alessandro Benvenuti.
Il cartellone eredita inoltre, sempre dal panorama delle produzioni battezzate nel 2006/2007, «Il mercante di Venezia» messo a segno da Luca De Fusco (protagonista Eros Pagni), «Danza di morte» di Strindberg e, in chiusura di stagione, il «Chantecler» di Rostand nel quale Armando Pugliese orchestra ben 30 attori.