Argot Una donna troppo sola

Compassione, rabbia, impotenza, dolore, orrore. Sono solo alcune delle emozioni forti che anni fa abbiamo provato mentre assistevamo a Niente, più niente al mondo, un monologo di straordinario spessore umano che, adattato da Nicola Pistoia a partire dall’omonimo romanzo di Massimo Carlotto e interpretato dalla brava Crescenza Guarnieri, torna all’Argot da questa sera. È la storia disperata di una donna, di una madre, di una vittima del sogno consumistico, di una povera disgraziata che tenta di campare nella Torino post-operaia facendo la donna di servizio a ore. Non ha sicurezze né denaro né affetti né amici. Non ha altri modelli di riferimento se non quelli della soap-opera e degli show televisivi. Non frequenta altri luoghi al di fuori dei supermercati e dei discount. Tutte le sue speranze sono riposte nella figlia. Ma proprio per questo, quando la ragazza dimostra chiaramente di non voler fare l’attrice o la velina come lei vorrebbe, la sua mente si offusca e la spinge al peggiore dei delitti. Nello spettacolo di Pistoia (qui anche regista) la scrittura scarna del romanzo si traduce in un altalenante flusso di coscienza dove colpiscono le pause, le sfumature, i passaggi emotivi più sottili con cui la Guarnieri - davvero matura e toccante - porta in scena questo piccolo/grande personaggio. Che è poi una donna tremendamente sola. Il suo mostruoso omicidio parte da qui, e non può che inquietarci.