Aria di divorzio tra compagni del Pd sulle unioni di fatto della sindaco

Massimiliano Costa accusa la Vincenzi di fare solo «sparate ideologiche». Terremoto a sinistra. Il Pdci: «È un oscurantista clericale»

(...) l’uomo forte di quella della fu Margherita. Le sue parole? Somigliano tanto a quelle che gli stessi avversari pronunciano per sintetizzare l’attività della Vincenzi: «Sparate» a scopo «ideologico». Non ci sono margini lasciati all’interpretazione. «Quelle del Comune, pur nel rispetto delle opinioni - ha detto Costa - sono sparate che rischiano di avere solo un sapore ideologico, senza alcun vantaggio reale per i cittadini». È vero che Costa è il braccio destro di Claudio Burlando e che con la Vincenzi l’idillio è scoppiato solo in conferenza stampa e finito un attimo dopo sul condimento da usare per i bianchetti. Ma l’ex capo scout si spinge oltre e spiega che «il riconoscimento giuridico della coppia è quello sancito dalle leggi dello Stato e dalla costituzione. L’unica coppia che si può chiamare famiglia con i relativi diritti e doveri è quindi quella fondata sul matrimonio». Parole che lui stesso non accettava di sentirsi dire qualche mese fa dai consiglieri di opposizione in Regione quando si trattava di negare il Gonfalone al Family day (al quale peraltro il Costa di lotta e di governo ha partecipato), e che comunque oggi lo inducono ad ammettere che «le priorità del Paese sono ben diverse da quelle proposte sulle coppie di fatto dibattute nel Comune di Genova».
Costa non è certo solo, in questa battaglia dall’interno del centrosinistra. Anzi, semmai è clamorosa la sua presa di posizione. «È la prima volta che finalmente batte un colpo per difendere i valori cattolici - fa notare il teologo Peppino Orlando -. Mi fa piacere. Piuttosto non riesco proprio a capire come possa il Comune di Genova pretendere di creare una figura giuridica che vada a modificare il soggetto famiglia così come inteso e tutelato dalla Costituzione. Il sindaco offre diritti senza avere il ruolo istituzionale per farlo. E sono anche curioso di sapere adesso cosa faranno e come si schiereranno i don Gallo, i don Balletto».
Inevitabile però che Costa si becchi anche qualche insulto dai suoi alleati. Tirreno Bianchi, ad esempio, capogruppo dei Comunisti italiani, definisce «sacrosanta la decisione del nostro Comune di creare il registro per le coppie di fatto». Costa invece «si conferma il fervente papista quale è. Il suo giudizio è in perfetta sintonia con i vertici più oscurantisti del clero italiano»,- incalza Bianchi.
La sinistra Arcobaleno al gran completo relega la «scomunica di Costa» nel modo di pensare «di una repubblica islamica piuttosto che di una regione laica e moderna come la Liguria».