Aria di tempesta sull’assemblea

A pochi giorni dal «licenziamento» del presidente del consiglio di sorveglianza di A2A, Renzo Capra, deciso dal Comune di Brescia, restano aperti molti interrogativi, e la Borsa ne ha preso atto: il titolo è restato debole per gran parte della seduta. Capra potrebbe infatti fare ricorso al Tar, ma intanto il manager e i consiglieri dimissionati hanno risposto in una lettera che la loro nomina è stata fatta dall’assemblea degli azionisti e che solo questa li potrà «eventualmente» dichiarare decaduti «se le leggi lo consentono»: una tattica solo dilatoria, perché il 29 maggio l’assise, controllata dai Comuni di Brescia e Milano, potrà decidere la loro decadenza e nominare i sostituti. Ma Capra potrebbe sostenere che le leggi «non consentono» che un organismo di sorveglianza venga dimissionato prima della scadenza. Per statuto la decadenza dei consiglieri di Brescia provoca automaticamente anche le dimissioni di quelli nominati da Milano, che dovrebbero però essere confermati.