Aria triste a sinistra: «Perdiamo i contatti»

Il commento più significativo - per capire gli umori nel centrosinistra, a mano a mano che affluivano i risultati dello scrutinio - è venuto fin dal primo pomeriggio da Rosario Monteleone, leader della Margherita e fra i più prudenti, a suo tempo, nel «lanciare» la candidatura di Alessandro Repetto alla presidenza della Provincia: «Questa è una città dove eravamo convinti di poter fare di tutto, perché si vinceva sempre. La realtà ha dimostrato che non è più così». Nel frattempo, sulla base dell’ottima performance di Renata Oliveri, Pierluigi Vinai, Forza Italia, sosteneva che «il ballottaggio in Provincia di Genova farà inevitabilmente scoppiare forti lacerazioni nel centrosinistra. Nella città più ideologizzata d'Italia, con questa astensione in crescita - insisteva Vinai -, è stato bocciato un progetto politico. La sinistra dovrà fare una profonda riflessione».
A protestare per primo, dicendosi «letteralmente stupefatto», per la lunghezza delle operazioni di scrutinio, era Sergio Castellaneta, leader di Liguria Nuova: «In due ore - sbottava - risultavano scrutinate solo otto sezioni elettorali. Ma che cosa stanno facendo? È vergognoso». Sul risultato politico, Castellaneta, già avversario di Pericu al ballottaggio nel 1997, aggiungeva sibillino: Gli rispondeva indirettamente il prefetto Giuseppe Romano: «Sul comportamento del centrodestra ho molte cose da dire e al termine delle elezioni le dirò». Intanto arrivava la replica del prefetto Giuseppe Romano, a proposito del ritardo: «È fisiologico. Forse ha influito l'elevato numero di scrutatori nuovi, ma non mi risultano particolari problemi». Romano è tornato anche sul caso del simbolo sbagliato di Rifondazione: «C'è stato un indubitabile errore - ha concluso -. Sul piano della sostanza comunque non dovrebbe cambiare niente».
Il senatore Alfredo Biondi, Forza Italia, ha tratto immediate conclusioni: «Una cosa è sicura: la gente non va a votare, ha sfiducia e disperazione. E Prodi è la causa di tutto questo. Speriamo che duri poco. Abbiamo stufato la gente e dopo questo i partiti dovrebbero aprirsi di più, fare entrare gente nuova e facce sconosciute con umiltà e dignità».
Per Giuliano Pennisi, segretario dei socialisti, «tutti sono sfiduciati di tutti. Questa campagna contro i partiti non la condivido proprio», mentre per Stefano Zara, ex presidente degli Industriali e candidato alle primarie del centrosinistra, «il segnale è chiaro. Ci sono indicazioni precise contro il governo e contro la litigiosità dei partiti».
Durissimo il commento dell’onorevole Roberta Pinotti (Ds): «È evidente la scontentezza e la sfiducia dell’elettorato. Per quanto riguarda la sinistra, colpisce e dà un messaggio il dato che ha caratterizzato zone di tradizionale radicamento come la Val di Magra e la Valpolcevera. Non si può far finta che non sia successo niente».