Arie sacre e giovani tenori per ricordare la divina Callas

A trent’anni dalla scomparsa la cantante sarà ricordata con eventi alla Scala e una cerimonia a Montù Beccaria

Nel nome di Maria Callas, per ricordarla nel trentesimo anniversario della sua scomparsa, c'è chi fa leva sul passato - come Casa Verdi che propone una Messa nella Chiesa di San Fedele e chi pensa al futuro, come la cerimonia che si celebra nella chiesa di San Michele Arcangelo di Montù Beccaria con la partecipazione di giovani tenori affermati e no. Fra i due estremi campeggiano le manifestazioni organizzate dalla Scala, che - con il suo nome - rappresenta il passato, il presente ed il futuro.
Cominciamo dal passato. Il 16 settembre, alle 17, nella chiesa di San Fedele verrà celebrata una messa, con la partecipazione di un'ospite di Casa Verdi, Lina Vasta, che a oltre settant'anni saprà dare fresca vita ad arie sacre tratte da opere del grande repertorio, accompagnata all'organo da Alessandro Laciacera che eseguirà anche brevi accenni musicali sulle opere cantate dalla Callas.
Il cosiddetto futuro - invece - si svolgerà il 17 settembre, con la Messa delle 11, a Montù Beccaria (Pavia), paese dell'Oltrepò celebre per i suoi vini - che per motivi abbastanza incredibili è diventato il punto di riferimento nel ricordare Maria Callas. Del perché se ne è già accennato su questo giornale, ma vale la pena di ricordarlo. Un vecchio signore, Antonio Valla, di 97 anni, morendo, ha lasciato detto al figlio Luigi di far dire una Messa per Maria Callas, cosa che il figlio - superato lo stupore - ha subito realizzato. Sembra una storia inventata, invece è vera. L'anno scorso alla Messa è andata molta gente: tutti straniti che «el Tugnett» (come lo chiamavano) avesse come idolo Maria Callas, che, poi, ognuno di loro ricordava vagamente come «... una che cantava molto bene». L'anno scorso ci sono stati momenti toccanti per la scarna semplicità con cui si è svolta la funzione. Non si sa bene se Don Luciano, il parroco sia un melomane, ma, certo ha subito - e subisce - il fascino della personalità della Callas, poiché nel nome della Divina mette a disposizione la preziosa chiesa con tanto di organo dell'Ottocento, e la sua persona. La cerimonia potrà contare anche sulla presenza di Don Romano Allemano che verrà appositamente da Saluzzo per condividere la Messa. Lui, che melomane lo è veramente, ha voluto fortemente essere presente per poter parlare ai fedeli di questa cantante che - peraltro - lui ha scoperto nella sua intera grandezza solo ultimamente. I cantanti che hanno «voluto» partecipare alla cerimonia sono: Giuseppe Filianoti (il tenore preferito da Riccardo Muti), Rubens Pellizzaro, reduce da due autentici successi a Macerata (Macbeth e Messa di Requeim di Verdi), Ivan Magrì-Romeo che vanta l'onore di essere stato scelto ultimamente da Luciano Pavarotti come allievo e che - per l'appunto - canterà le arie di Edgardo dalla Lucia di Lammermoor, appena imparate dalla viva voce di Big Luciano («che - sostiene il giovane Ivan - non sta così male come sostiene la stampa. Certo non sta bene tutti i giorni, ma di energia ne ha tanta»). Con queste giovani, ma affermate leve di cantanti si cimenteranno: l'altrettanto bello e bravo basso Luciano Leoni (Mosé e Malia), la fascinosa e valida Susie Georgiadis che canterà la «Vergine degli angeli», la preghiera del Mosè «Dal tuo stellato soglio», per finire con «Summertime». Chi ci legge potrà pensare che nella programmazione ci sia un po' di confusione. Assolutamente no, poiché Maria Callas, a detta di una sua fidata amica, nei suoi momenti di relax ascoltava solo musica leggera: Beatles in testa.
«Vogliamo che questa sia una festa, non semplicemente una Messa in suffragio - sostiene il sindaco di Montù, Amedeo Quaroni -. Perché se è vero che Maria Callas non è più sulla terra, la sua voce sarà sempre un esempio per le giovani leve e la sua arte non morirà mai. Prima della cerimonia è nostra intenzione far suonare le campane a festa affinché tutti sappiano che abbiamo l'onore di ricordare la più grande cantante mai esistita, perché, se chi ha una voce può cantare, difficilmente saprà porgere e interpretare le gioie i dolori come la Callas». Prima della Messa, sempre in chiesa, ci sarà un piccolo concerto con arie di Bellini, Rossini, Tosti, Gastaldon. Poi verrà interpretata l'Ave Maria di Schubert da Giuseppe Filianoti, quale ringraziamento alla Madonna per averlo aiutato a guarire completamente dai postumi dell'operazione di peritonite che gli ha fatto rinunciare a delle recite cui teneva molto.
Del folto gruppo di cantanti faranno parte anche Carlo Gabriele Nicolini (tenore) e Barbara Casale (mezzo soprano).
Le voci, ed il programma intero, verranno curate da Franco Sioli che le accompagnerà al pianoforte e all'organo. Fra il pubblico ci sarà anche l'amico della musica per eccellenza: l'organista Francesco Catena che - almeno per una volta - non lavorerà. Il concerto si avvarrà anche di un complesso, il quale, seppur amatoriale, vanta un buon prestigio: il coro di Rovescala.
Così, sulla carta, la manifestazione può sembrare vagamente presuntuosa, ma viene organizzata dal Comune con tale amore da commuovere chi assiste alla preparazione del «Ricordo di Maria Callas, grazie ad Antonio Valla». Dalla segreteria al messo Roberto, sindaco e vicesindaco in testa, si impegnano con trasporto e, ad ogni piè sospinto si fanno venire idee nuove.
Dopo la Messa-concerto: pane, salame e vino buono, accompagnati dalle voci di giovani che pur rispettando il passato, guardano fiduciosi all'avvenire nel nome di un mito: Maria Callas.