Arma contro la McLaren in mano alla Ferrari: il memoriale di Coughlan

Maranello entra il possesso delle carte trovate nella casa del tecnico della scuderia rivale. Il Cavallino rinuncia a trasmettere il dossier ai magistrati italiani ma è pronta a consegnarlo alla Fia

Londra - Va alla Ferrari il primo round dell'inchiesta dell’estate. Una spy-story che dopo l'udienza presso l'Alta Corte di Londra ha subito un'improvvisa accelerazione destinata a condizionare anche l'esito del procedimento sportivo della Fia. Messo all'angolo dai legali di Maranello, Mike Coughlan, il capo-progettista temporaneamente sospeso dalla McLaren, ha ceduto, consegnando sia alla corte britannica sia alla Ferrari il suo memoriale difensivo. Un repentino cambio di atteggiamento da parte della difesa che ora, dopo l'ostruzionismo nelle primissime fasi delle indagini, cerca faticosamente di mediare. Le responsabilità di Coughlan - e della moglie Trudy - sono troppo evidenti, ingombranti, conclamate per essere occultate. Sono quelle 780 pagine di informazioni riservate che gli inquirenti hanno ritrovato nell’abitazione del tecnico nel Surrey. Resta ancora da capire attraverso quali circostanze siano venute in suo possesso. Fin qui Coughlan, temporeggiando per meglio capire cosa gli stesse capitando, aveva fornito versioni farraginose e contraddittorie. Testimonianze a «spizzichi e bocconi» che non avevano per nulla soddisfatto la Ferrari, determinata a ottenere dall'ingegnere inglese una testimonianza scritta. Un affidavit (questo il termine giuridico) che ricostruisse nero su bianco gli avvenimenti secondo la versione dell'ex uomo McLaren. Ieri finalmente Coughlan ha consegnato il suo memoriale e la Ferrari, dopo averlo visionato, si prepara ad inviarlo per conoscenza alla McLaren e soprattutto alla Fia.

Era questo l'obiettivo al quale i legali di Maranello miravano. Non solo per sbloccare la fase istrutturia del procedimento civile a carico di Coughlan in corso a Londra, ma anche per utilizzare questa testimonianza come un «volano» in seno alla giustizia sportiva. Non più tardi di una settimana fa Max Mosley, il numero uno della Fia, era stato piuttosto chiaro: «Sarei scocciato se tutti gli aspetti oscuri di questo caso non venissero chiariti entro la fine di luglio». Mosley auspicava una giustizia rapida per salvaguardare la correttezza del campionato, senza che le eventuali penalizzazioni potessero giungere agli sgoccioli della stagione. Ora i suoi giudici hanno un elemento in più a disposizione per valutare l'eventuale coinvolgimento di altre scuderie (McLaren? Honda?) e le conseguenti responsabilità.

Nel frattempo la Ferrari, che per ottenere l'affidavit ha rinunciato alla trasmissione dello stesso al tribunale di Modena come inizialmente aveva richiesto, valuterà con attenzione i prossimi passi. «La Ferrari, dopo aver studiato il contenuto del memorandum di Coughlan, valuterà assieme ai suoi legali l'opportunità di intraprendere nuove azioni legali», ha dichiarato Duncan Andred, uno degli avvocati del pool di Maranello. Parole che non escludono nuove istanze presso l'Alta Corte di Londra. Mentre dunque prosegue con i suoi tempi e ritmi il «litigation» a carico dei coniugi Coughlan, una nuova udienza non sarà necessaria per verificare il contenuto del terzo computer utilizzato dall'ingegnere inglese: la McLaren ha confermato che le porte del suo quartier generale a Woking restano aperte a qualsiasi ispezione.