Armand Chapt de Rastignac

Nacque nel 1727 a Cognac, nel Périgueux, da nobile famiglia. Compì studi ecclesiastici e venne ordinato sacerdote nel 1752. Coltissimo, fece rapida carriera. Fu vicario generale della diocesi di Arles, prevosto del capitolo di Tours, priore di Perybuze e infine abate di Saint-Mesmil, in quel di Orléans. Per tre volte rifiutò la carica vescovile e in molte occasioni soccorse i poveri di tasca propria. Nel 1788, durante una disastrosa inondazione della Loira, un gruppo di quattordici persone rimase intrappolato sopra un tetto pericolante. Nessuno si azzardava a soccorrerle. Ci pensò l’abate di Saint-Mesmil, da solo, su una barca. Il Nostro fu eletto due volte deputato del clero all’Assemblea e nel 1789 agli Stati Generali. Qui, forte della sua cultura, si oppose in più occasioni alle proposte rivoluzionarie dei sanculotti. Scrisse al proposito diversi libelli, come era costume allora, contro la nazionalizzazione dei beni della Chiesa e contro la volontà scismatica della Costituzione civile del clero. I suoi lavori ebbero il plauso del papa Pio VI ma, anche, l’odio dei giacobini. Questi avevano un efficace sistema per far fronte agli oppositori: il carcere. Così, l’abate Chapt de Rastignac venne arrestato nel 1792 e rinchiuso nell’abbazia di Saint-Germain tramutata in prigione. Qui rimase vittima, insieme a tanti altri, delle famigerate «stragi di settembre», quando una folla di fanatici irruppe nelle galere e trucidò tutti i «traditori della Patria». Armand Chapt de Rastignac confessò gli altri prigionieri, poi fu massacrato a colpi di sciabola e di picca.