Armani "dolce stil novo": libere e romantiche

Abiti morbidi e leggeri: così Re Giorgio trasforma la gentilezza femminile nella nuova autorevolezza. Forme aeree e chiffon per Ferretti

Milano - La gentilezza è come l'acqua: invincibile, travolgente e sempre più rara in un mondo raggelato dall'aggressività. Proprio per questo Giorgio Armani ha deciso di proporre un'immagine femminile romantica e al tempo stesso precisa, priva di orpelli oltre che sapientemente giocata tra eleganza formale e poesia.

«È una donna gentile ma ferma, autorevole e non autoritaria, dolce senza essere stucchevole», ha detto ieri lo stilista dopo l’indimenticabile spettacolo della sua moda per l’estate 2009. Le modelle hanno sfilato su una passerella a forma di fior di loto versando a ogni passaggio un balsamo sull’anima di chi continua a credere che il futuro sia una gara tra l'educazione e la catastrofe. C’erano più gonne che pantaloni e molti abiti tagliati a pareo con orli gonfi, non stirati, con quella magica lunghezza al ginocchio che dona a tutte. Le piccole giacchine abbinate ai vestiti a sacchetto come le stupende giacche a redingote ben insellate sulle spalle e scivolate sui fianchi, rendevano essenziale la silhouette che nei modelli da giorno gioca sul doppio registro del maschile al femminile, mentre per la sera sconfina nelle regioni del sogno grazie a un sublime uso di luci e colori.

Il mitico greige di Armani, quel rosa che solo lui sa profumare di rigore, le tinte soffuse dell'alba, delle ninfee, della sabbia del deserto erano illuminate dai raggi lunari grazie agli spettacolari ricami a telaio con incrostazioni di pietre semi preziose, cristalli e perline. «Ho fatto tutto quello che mi piace da sempre», sostiene Armani spiegando di essersi ispirato a se stesso ovvero alla cosiddetta «collezione scavo» creata per l’estate del 1994 dopo il felice acquisto di un gioiello archeologico da donare alla sorella Rosanna. Quella collana preziosa e discreta, sublime nella sua apparente semplicità fece partire una ricerca stilistica senza precedenti sulla purezza di forme. Rielaborando questi concetti, Armani propone un romanticismo d'autore molto lontano dai languidi pizzi bianchi di Cechov.
Dello stesso segno l'operazione fatta da Alberta Ferretti per una collezione in tutti i sensi vibrante di frange. Ingabbiate nello chiffon dell’abito a peplo, trattenute con dolcezza sui due lati e quindi applicate su gonne, tubini e perfino al posto della fodera di un lineare soprabito da giorno, ma anche stampate a grandi pois, intarsiate con petali di seta, le frange diventano forma e materia per le sapienti costruzioni sartoriali della stilista. «La frangia è un argomento difficile da affrontare perché fa subito rétro eppure nel suo apparente disordine ha un ordine perfetto», spiega la gentile signora del made in Italy.

Anche Ermanno Scervino lavora sulla tendenza del romanticismo senza nostalgia che sta spopolando sulle passerelle di Milano. «Basta con la volgarità, c’è troppo degrado», dichiara dopo aver fatto sfilare i suoi educati modelli sempre molto corti e spesso neri con costruzioni couture addirittura strepitose negli abiti in garza di lino e seta tagliati sopra a bustier e sotto drappeggiati con veri e propri fiori di tessuto. Quanto di più moderno si possa immaginare, per entrare nelle categorie del nuovo con dolcezza. In questo senso nessuno ha fatto un lavoro spettacolare come quello di Angela Missoni per nascondere la precisione delle forme geometriche e la cinetica furia della pittura futurista sotto ai colori più belli e gentili.
Invece Christopher Bailey ha riprodotto con esattezza stupefacente l’effetto della pioggia nei colori degradé di un meraviglioso trench ispirato come tutta la collezione Burberry dall'idea del gardening. «Se una donna passa molto tempo in giardino non può essere cattiva», sentenziava Vita Sackville West, amante di Virginia Woolf e grande esperta di giardinaggio.