Armani e la Wintour fanno i supereroi

I couturier vestono i personaggi dei fumetti in una mostra che si aprirà a maggio al Metropolitan di New York

da Milano

L’abito è un po’ come il costume di un supereroe: conferisce nuova vita a chi lo indossa. Forse per questo stilisti come Armani, Gaultier, Dolce & Gabbana e Balenciaga amano tanto queste creature dai poteri straordinari. E forse (anche) per questo la direttrice di moda più potente del mondo, Anna Wintour, ha chiesto a re Giorgio di finanziare (con 5 milioni di dollari) una mostra tutta giocata sulle influenze fra i due mondi, «Superheroes: Fashion and Fantasy», al Metropolitan di New York. Dal 7 maggio al primo settembre, la mostra ospiterà 60 fra costumi e abiti ispirati ai più famosi supereroi americani.
Come il tubino blu di Willhelm con una «S» rossa cucita su fondo giallo (Superman), o l’abito lungo di Armani, ricoperto da una rete ragnatela (Spiderman). Molte le citazioni in capi che fanno sentire «più forti». Come le creazioni dalla silhouette definita della superdonna bicker di Angelo Marani. O quelle delle eroine malinconiche di Mariella Burani, che sembravano uscite da un film di Tim Burton. I supereroi di Armani ieri sono «andati in scena» al Teatro Manzoni di Milano con la direttrice di Vogue Usa in poltronissima. Sul palco, Armani (che sarà padrino al party benefico di apertura insieme a Wintour, Clooney e Roberts) ha ringraziato la «direttora» difendendola da tutte le accuse di questi giorni: «È stata messa sotto torchio ingiustamente perché alla moda ha dato tanto: ha provocato, ma ha l’ha fatta vivere, lievitare. Anche se so che anni fa, nella redazione di Vogue Usa, si diceva: “È finita l’era Armani”. Ora io sono ancora qui, lei è ancora qui e va avanti per la sua strada, anche se è importante non inciampare. Diamoci la mano. Ti voglio bene Anna». Lei ha chiuso definendolo «il supereroe della moda». E ha confessato: «Ho visto cose interessanti: la moda italiana è di altissimo livello. Abbiamo solo suggerito in modo amichevole di concentrare le sfilate più importanti nei giorni centrali. Ci vorrebbero più presentazioni che passerelle». O forse ci vorrebbero tanti supereroi.