«Armani da scudetto? Se i tifosi ci aiutano...»

Maurizio Acerbi

Il presidente Corbelli ha posto, come traguardo di questa fondamentale stagione della Milano del basket, la qualificazione all’Eurolega. Se pensate, però, che la pressione possa far vacillare le sicurezze di Aleksandar Djordjevic, vuol dire che non lo conoscete bene perchè «Sasha» ha già dimostrato, nei pochi mesi passati, la scorsa stagione, sulla panchina dell’Olimpia, lo stesso talento e uguale carisma di quando trascinava, sul parquet, i suoi compagni alla vittoria. Caratteristiche che il coach dell’Armani cercherà di trasmettere, da domenica, ai suoi ragazzi. A poche ore, dall’inizio del campionato, abbiamo provato a tastare il polso di Sasha per capire qualcosa di più del futuro sportivo dell’Olimpia.
Qual è, Djordjevic, il suo stato d’animo alla vigilia della stagione?
«Sicuramente fiducioso nei mezzi della squadra. Siamo consapevoli del lavoro da fare e che vincere non è mai facile; Dovremo cercare di giocare bene fino alla fine. Sarà importante non perdere mai fiducia nei propri mezzi, non abbattersi se qualche partita andrà storta ma contare sulla bontà del proprio valore. Spero che i tifosi ci diano una mano in questo senso, perchè il basket non è uno sport virtuale e l’appoggio, soprattutto nei momenti nei quali potremo essere meno brillanti, sarà fondamentale per vincere insieme».
Rispetto allo scorso anno, che errori non dovrete ripetere?
«E’ importante non farsi prendere dall’ansia di fare tutto e subito. Accettare con serenità gli eventuali momenti no, col proposito di rimediare durante il lavoro quotidiano».
Bulleri e Garris possono coesistere in quintetto?
«Credo proprio di sì. “Bullo”, purtroppo, ha giocato meno di tutti in precampionato a causa di infortuni. Lui è il riferimento della squadra, ha l’istinto del vincente, qualità non comuni. Diciamo, poi, che Garris è più un play puro mentre Bulleri è più versatile»
Dalla Fortitudo avete preso in blocco i tre americani, Garris, Watson e Green
«Sono giocatori abituati ai livelli top, avendo giocato per il titolo. Green ci garantisce atletismo, transizione, capacità di correre in contropiede. Garris è uno che fa ragionare la squadra, ha le idee chiare, sa come gestire l’attacco in maniera efficace. Watson è una garanzia a rimbalzo e può anche giocare da 4 coabitando con Blair. È uno che può dare alla squadra l’energia giusta anche se questo è un requisito che tutta l’Olimpia deve avere. Io, voglio che capiscano che in questa stagione saranno importanti i minuti di qualità rispetto a quelli di quantità; quindi, ogni secondo deve essere una occasione per dare il massimo».
Tra i nuovi, si segnala anche Tusek.
«È un ottimo “4”, dotato di un buon tiro. Lui ha esperienza e voglia di fare. Si è posto, come traguardo, quello di disputare la sua miglior stagione da quando è in Italia».
Inutile nascondere che Gallinari avrà gli occhi puntati su di sè.
«Lui ha un talento enorme ed il mio compito è quello di metterlo nelle condizioni giuste per esprimerlo. Per questo, non avrò paura a lanciarlo anche in quintetto base. Lui è sicuro di sè, prende e dà botte senza lamentarsi, ha avuto genitori che gli hanno dato valori giusti come l’importanza della scuola».
In cosa deve migliorare il Djordjevic allenatore?
«Fino all’ultimo giorno della mia carriera dovrò sempre migliorare in tutto, senza accontentarmi. So cosa vuol dire vincere e spero di riuscire a trasmettere ai miei ragazzi le stesse sensazioni. Mi piacerebbe lasciare un’impronta in questa squadra, cercando di mettere a disposizione tutto quello che di buono mi hanno insegnato durante la mia carriera da giocatore».
C’è chi vi vede da titolo e chi da quinto-sesto posto. Dove sta la verità?
«Chi può dirlo con assoluta certezza? Sulla carta tutti possono legittimamente parlare ma, in realtà, solo noi, con il nostro lavoro quotidiano, saremo in grado di scrivere il nostro destino».