Armani, sotto canestro va di moda il Tricolore

Marco Guidi

Qualche buon innesto e un’intelaiatura di base mantenuta pressoché intatta. L’Olimpia Milano, per il terzo anno consecutivo «griffata» Armani Jeans, si prepara alla nuova stagione, che partirà ufficialmente il 19 settembre al Palalido con il trofeo Tim, contro Benetton Treviso e Basket Napoli. Poi, a ottobre, via al campionato. Solo allora si potrà fare un bilancio sul mercato estivo, anche se i risultati delle prime amichevoli promettono già bene.
Danilo Gallinari è tornato all’ovile, dopo l’esperienza a Pavia. Con lui, la campagna acquisti ha portato a Milano tre ex giocatori della Fortitudo Bologna: il play Kiwane Garris, la guardia Nate Green e il lungo Travis Watson. Senza dimenticare l’approdo in biancorosso dell’ex Virtus Roma Marko Tusek. Hanno abbandonato l’Olimpia, invece, Preston Shumpert e Daniele Cavaliero, dirottati alla Climamio Bologna, l’ex capitano della nazionale Jack Galanda, tornato a Varese, e i giovani Priuli e Malerba, mandati a maturare nelle leghe minori. Non lo si vedrà più in campo, ma seduto in panchina affianco a Djordjevic, Claudio Coldebella. La decisione di ritirarsi non lo ha comunque allontanato dall’Armani Jeans: farà da spalla, infatti, al tecnico serbo nel ruolo di assistente. La rosa è più che competitiva. Le conferme di Bulleri, Blair, Calabria, Gigena e Schultze dovrebbero consentire alla squadra di amalgamarsi in fretta. Completano l’organico due giovani promesse, Mercante e Plumari. In tutto, dodici pedine al servizio di Djordjevic. Rispetto alla scorsa annata, poi, l’allenatore slavo ha iniziato la stagione con la squadra. Subentrare a campionato in corso comporta difficoltà notevoli, logico pensare che quest’anno Sasha abbia più tempo per testare i meccanismi di gioco e valutare meglio le scelte da fare. Il difetto dell’Olimpia? L’età media dell’organico, superiore ai 28 anni. Un problema magari trascurabile per questa stagione. Ma sembra improbabile immaginare di aprire un ciclo con una squadra così «vecchia».
L’uomo decisivo potrebbe essere Massimo Bulleri. Reduce da una stagione di alti e bassi, il playmaker di Cecina è forse il giocatore della rosa con più talento. L’arrivo di Garris gli concederà più minuti di riposo, permettendogli di giocare come più gli piace, e cioè a mille all’ora. Gli innesti di Tusek e Watson garantiscono più punti sotto canestro, dove Joseph Blair non sarà più l’unica soluzione offensiva, come capitato spesso nell’ultimo campionato. Dante Calabria, nonostante i suoi 33 anni, è una garanzia, ma la vera sorpresa potrebbe essere Gallinari. Classe 1988, può adattarsi a giocare da guardia o d’ala, a seconda delle necessità. Atleta dunque versatile, Gallinari nello scorso torneo di Legadue ha viaggiato a più di 14 punti a partita. Dicono di lui che ricordi il Riccardo Pittis degli inizi, mentre il presidente Giorgio Corbelli lo ha già paragonato al giovane Toni Kukoc. Con dichiarazioni del genere naturale che i tifosi biancorossi già sognino tricolori e coppe varie. Ma forse è ancora presto per voli pindarici. La parola scudetto, infatti, rischia di pesare come un macigno su una piazza che non vince ormai da dieci anni. Più saggio vivere alla giornata, partita dopo partita.