Dalla “A”di Armani a Zegna, lo stile di una casa di moda

Abbinamento plexiglass e legno per Re Giorgio. Protagonista da Ricci il divano in pelle di 2,70 metri. Moschino per Kartell

L'arte è fatta da persone insoddisfatte che cercano di trovare modi per placare la propria insoddisfazione, diceva lo scultore John Chamberlain. E di continue insoddisfazioni si nutrono i grandi della moda che esplorano il mondo del design in mille modi. Lo dimostra il calendario della Design Week di Milano che vede, attraverso il coordinamento della Camera Nazionale della Moda, la presenza di 37 brand con oltre 50 eventi e tantissime presentazioni.

Imperdibile l'incontro con Armani e la sua collezione Armani/Casa nello store di corso Venezia, quattro piani d'inconfondibile senso estetico declinato con la classe che contraddistingue ogni cosa firmata da re Giorgio. Questa volta le novità hanno un nome che comincia sempre con la lettera N: il tavolino Net, la poltroncina Nathalie, i vasi Narciso, le scatole Nivem e così via in una coniugazione di colori tra i quali spicca il rosso lacca, l'indaco, il verde e il petrolio. Speciali l'abbinamento di plexi e legno e la nuova capsule collection di loungwear per lui e lei, con vestaglie, pantofole, pigiami, sciarpe e foulard. Lusso sibaritico e sapienza artigianale per il divano «Fortezza» che Stefano Ricci presenta come nuovo protagonista della collezione SR Home: lungo 2,70 metri si compone di un prezioso telaio in radica nera e rivestimento in pelle trapuntata con cuciture rigorosamente a mano. Parla di lifestyle anche la collezione di Brunello Cucinelli, un viaggio nell'anima e nelle emozioni con elementi d'arredo che utilizzano materiali cari allo stile dell'imprenditore filosofo - canvas naturali e candide tele - ma anche acciaio e legno per sedute, cuscini, candele, coperte, scialli.

Un alfabeto che sa di casa e di oggetti poetici che troviamo anche in Objets Nomades di Louis Vuitton e per la prima volta in Les Petits Nomades, nuova linea di pezzi decorativi creati da alcuni dei celebri designer di Objets Nomades ai quali si è aggiunto André Fu autore di «Ribbon Dance» ovvero la «seduta da conversazione» che ricorda la grazia delle tradizionali danze dei nastri asiatiche. Da Ermenegildo Zegna arriva la Zegna Toyz Collection in Pelle Tessuta, esclusivo materiale ideato da Alessandro Sartori e utilizzato per accessori e prodotti per la casa come il giradischi Master&Dynamic in alluminio e Pelle Tessuta con motivo chevron grigio e righe color vicuna e bianche, realizzato a mano da sapienti artigiani. Max Mara insieme a Safilo presenta Lavaprisms, una nuova edizione limitata di occhiali da sole di soli 1000 pezzi realizzati in collaborazione con l'artista Kerstin Bratsch e il collettivo United Brothers, fondato dal performance artist giapponese Ei Arakawa e da suo fratello, Tomoo Arakawa. Oggetti esclusivi, quindi, ma anche finestre di dialogo che si aprono tra moda e design come quella voluta da Pierpaolo Piccioli direttore creativo di Valentino e Nina Yashar della Galleria Nilufar attraverso l'allestimento, nella boutique milanese della maison romana, di cinque stanze per un dialogo immaginario fra linguaggi, estetiche, visioni creative.
Manuel Ritz si confronta con il designer Karim Rashid che firma il progetto «Solid», due texture (Titsandbutts e Flots) applicate alla limited edition di t-shirt realizzate da Manuel Ritz e alle lampade e complementi d'arredo in cristallo acrilico realizzate dall'azienda Vesta. Negli spazi della boutique di Issey Miyake si ammirano installazioni interattive di Masahiko Sato per «My first me: Know yourself like never before»: il pubblico entra in contatto con il proprio inconscio e conosce nuove parti di sè. Ma la lista dei desideri s'illumina con la nuova lampada da tavolo che Jeremy Scott, direttore creativo di Moschino, ha realizzato con Kartell. Si chiama Toy ed è l'iconico orsetto della maison.