Armi antiche Un torneo per il tiro ad avancarica

Polvere nera, stoppaccio, palla e bacchetta: tutto il fascino del tiro ad avancarica si è rinnovato ieri pomeriggio al poligono di Tor di Quinto, durante il torneo dedicato agli amatori di un’attività sportiva ancora poco nota al grande pubblico. «Non si tratta solo del gesto atletico - spiega il presidente del Tiro a segno nazionale di Roma, Carlo Mantegazza - ma anche, e soprattutto, di cultura. Al contrario delle altre discipline di tiro, che hanno carattere più individuale, nell’avancarica si vive, in gruppo, l’interesse per la storia, il collezionismo, il restauro e la tecnologia». Utilizzando fucili originali d’epoca e repliche moderne, i tiratori hanno sparato contro un bersaglio di carta posto a 50 metri. È notevole la precisione di queste armi, nonostante il loro aspetto antiquato. Durante le gare, tra i pennacchi di fumo, l’odore caratteristico della polvere e le tonanti deflagrazioni, con un po’ di fantasia ci si può immaginare fra gli austro-russi sul campo di Austerlitz, o a fianco dei piemontesi nella battaglia di Curtatone. «Era richiesto molto coraggio ai soldati di un tempo - spiega Massimo Capone, presidente dell’Associazione romana tiro ad avancarica - anche perché gli eserciti si affrontavano in schiere ordinate, in una sorta di duello collettivo, senza la possibilità di ripararsi. Ciò che a noi soprattutto piace è riscoprire le antiche abilità tecniche. Al contrario di quanto avviene con le armi moderne, che sparano cartucce metalliche già pronte, con quelle antiche si può intervenire in molti modi sulla qualità del tiro, caricando il fucile con diverse dosi di polvere». Dal Trecento fino alla seconda metà dell’Ottocento (quando fu introdotta la retrocarica), l’ingegno umano ha elaborato le più varie soluzioni per l’innesco della polvere. Dai più antichi archibugi a miccia, passando per l’acciarino a pietra focaia, fino al settecentesco “luminello”, una capsula inserita sul foro focone, che esplodeva per la semplice percussione del cane, trasmettendo in modo infallibile la fiammata alla carica di lancio. Il tiro ad avancarica in Italia conta circa venti associazioni e fa capo alla Consociazione nazionale degli archibugieri Una replica usata ha un costo abbordabilissimo ed è di libera vendita; tuttavia per poterla utilizzare occorre un porto d’armi.