Armi, record delle banche: 1,5 miliardi per l’export

da Milano

Il tetto di 1,5 miliardi è raggiunto: è la cifra complessiva di incassi da parte delle banche per finanziamenti erogati all’export di armi nel 2006. Si tratta, secondo Giorgio Beretta, coordinatore della campagna «banche armate», dell'importo più alto degli ultimi 20 anni. Il 30% in più del 2005. Tra le banche italiane hanno ridotto gli importi delle transazioni rispetto all'anno precedente in particolare Capitalia (-70%) e Popolare Milano. I dati sono stati resi noti con allegato alla relazione della Presidenza del Consiglio al Parlamento. «Le banche che si sono impegnate in politiche restrittive le stanno in buona parte rispettando» spiega Beretta, che non nasconde però una certa delusione per il dato di Unicredit (nel 2006 transazioni per 88,6 milioni) nonostante avesse annunciato l'addio alle armi.
In testa alla classifica c'è l'ex Sanpaolo, con 446,7 milioni autorizzati (il 30% del totale), importo triplicato per effetto di un'importante commessa italiana verso gli Usa. Opposta la politica di Intesa, che negli ultimi anni ha ridotto gli importi autorizzati e nel 2006 ha registrato 46,2 milioni di crediti per armamenti. Da vedere quale sarà la politica unica del nuovo gruppo. Tra le altre grandi italiane, Mps si è disimpegnato da tempo, mentre Bpi è salita a 60 milioni dai 14 del 2005 e Bnp Paribas ha autorizzato 290,5 milioni, quasi il 20% del totale.