Le armonie floreali di Battiato al Conservatorio

Senza logiche di tempo, e fuori da ogni schema razionale e coerente. Cose, d'altronde, concesse soltanto ai geni. E la «sbocciatura» della trilogia floreale di Franco Battiato, «Fleurs», ne è un esempio. Il primo capitolo uscì nel 1999, il terzo nel 2002 e il secondo soltanto pochi mesi fa: roba per artisti tutti di un pezzo e priva, o quasi, di logiche commerciali.
Questa sera, domani e domenica al Conservatorio (nella Sala Verdi dalle 21, per info 892.101), il musicista catanese presenterà l'album Fleurs 2 che altro non è, come gli altri due lavori, che un bouquet di ricercate e raffinate cover, accompagnandolo coi brani più apprezzati della sua lunga carriera pluriquarantennale iniziata nel lontano 1965 quando, appena trasferitosi a Milano all'età di 20 anni, pubblicò due singoli per la rivista di enigmistica Nuova Enigmistica tascabile col nome di Francesco Battiato. Sul palco l'artista sarà accompagnato dalla voce recitante del poeta e filosofo Manlio Sgalambro, dal pianoforte di Carlo Guaitoli, dalle tastiere di Angelo Privitera, dalle chitarre di Davide Ferrario e dai violini e violoncelli del Nuovo quartetto italiano (Alessandro Simoncini, Luigi Mazza, Demetrio Comuzzi e Luca Simoncini) in uno show in cui riprenderanno vita classici riletti e reintepretati con sicurezza ed eleganza aristocratica, da «Era d'estate» di Sergio Endrigo, a «Sitting on the Dock of the Bay» di Otis Redding, passando per «Il venait d'avoir 18 ans» di Dalida, «Bridge Over Troubled Water» di Simon and Garfunkel e «L'addio» dedicata all'amica Giuni Russo. Eclettico. Questa è la parola corretta per descrivere Battiato. Cantautore, regista, scrittore e anche pittore. L'artista di Ionia è tra i più apprezzati del panorama musicale italiano e non, in particolare spagnolo (nei Paesi anglosassoni non ebbe mai il successo sperato). Variegato è anche il suo percorso musicale. Toccò decine di generi e approcci diversi, dalla canzone di ribellione degli anni '60 (Giorgio Gaber gli procurò un contratto con la discografica Jolly introducendolo di fatto nel filone «di protesta») a quella con allusioni romantiche a cavallo tra i '60 e i '70 (con «È l'amore» scritta per lui dal milanese Giorgio Logiri ottiene un discreto successo). d aprire il solo concerto di stasera ci sarà il compositore e pianista Roberto Cacciapaglia, che assieme alla violoncellista Silvia Longauerova eseguirà alcuni de brani contenuti nel suo nuovo lavoro, Canone negli spazi. Si tratta di un'occasione unica per ascoltare dal vivo questo nuovo cd di 12 composizioni inedite realizzate con la Royal Philharmonic Orchestra e che va ad arricchire il percorso artistico di studio sul potere del suono che Cacciapaglia sta portando avanti da diverso tempo.
Domenica invece Battiato si alternerà sul palco con Anne Ducros, affermata cantante francese della scena jazz: i due duetteranno sulle note di Sitting on the dock of the bay.