Armstrong, un altro cannibale che fa il ritorno sul sellino

Il texano: «Tenterò di vincere l’ottavo Tour e lotterò per battere il cancro nel mondo»

Il ciclismo sta per riabbracciare Lance Armstrong. Che ha un obiettivo: l’ottavo Tour de France. Una vecchia gloria stufa di restare a guardare.
La giornata di ieri è stata un susseguirsi di voci, sin dal mattino, quando la notizia di un ritorno del campione texano aveva fatto il giro del mondo. Già nel pomeriggio le prime reazioni: «Non so da dove vengano fuori queste voci». Joan Bruyneel, team manager della Astana, aveva risposto così alle domande relative alle indiscrezioni su Armstrong. Aggiungendo: «Secondo me sono solo fantasie. Lance è in grande forma ma tornare a correre mi sembra eccessivo». Il suo portavoce Mark Higgins, invece, aveva lasciato aperto uno spiraglio: «Se ci fosse una possibilità, la studieremmo, è ovvio. Per quello che so, la prossima stagione Armstrong vuole solo gareggiare in mountain bike».
Ma in serata il puzzle si è composto ed è stato lo stesso texano a ufficializzare la scelta: «Torno al professionismo, proverò a vincere un ottavo Tour». Armstrong (che a Vanity Fair ha rafforzato il concetto: «Ritorno a gareggiare al cento per cento») ha spiegato che è una scelta di cuore: «Dopo averne parlato con la mia famiglia, ho deciso di tornare per aumentare la consapevolezza sul problema globale del cancro. È giunto il momento di occuparsi dei tumori su scala mondiale». Per questo devolverà tutto quello che guadagnerà alla «Fondazione Armstrong». Lance, che compirà 37 anni il 18 settembre prossimo, si è ritirato dopo aver vinto sette Tour de France consecutivi tra il 1999 e il 2005.
Secondo le indiscrezioni, nel 2009 con la maglia della Astana (ma Higgins ha frenato: «Ancora non ha deciso in quale squadra correrà») prenderebbe parte a poche gare: in cima ai suoi obiettivi l'ottavo trionfo nella Grande Boucle. Ambizioso, non a caso il portavoce ha ammesso: «Il Tour è il suo proposito ma dovremo lavorarci un po’». D’altronde Bill Stapleton, avvocato e amico di vecchia data di «Super Lance», ha chiarito le intenzioni del campione statunitense: «Non vogliamo tornare per arrivare secondi». \