Armstrong al Giro è un vero affare?

Il campione texano: "Parteciperò all'edizione del Centenario". A 37 anni disputerà la corsa rosa, che manca al suo curriculum: "Mi avete sempre voluto, è l’ora che ricambi con la mia presenza"

«Sette mesi prima del via del Giro del Centenario si parla della corsa rosa: mi sembra già un buon motivo per dire che Armstrong al Giro possa solo fare bene». Angelo Zomegnan è soddisfatto. Il direttore del Giro crede in questo progetto e non teme nemmeno i giudizi dei detrattori. «So che c’è chi non vede di buon occhio questo suo ritorno alle corse, so che molti storceranno il naso, ma io ho imparato ad andare per la mia strada, con un mio progetto e una mia finalità. Lance Armstrong rientra perfettamente nel progetto del Giro del Centenario».

C’è un Lance Armstrong che vince il mondiale a soli 21 anni (il più giovane della storia, Oslo ’93), ce n’è un altro che lotta per sconfiggere il cancro e torna alle corse più forte di prima. Ora c’è n’è un altro ancora, che decide di tornare alle corse dopo quasi quattro anni di inattività, per dare un nuovo impulso alla sua fondazione che si occupa di lotta al cancro. «Non aver mai preso parte al Giro era uno dei miei più grandi rimpianti da corridore - ha ammesso Armstrong -. Finalmente potrò rifarmi. Tutti dicono che sarà solo per preparare il Tour, invece può essere che venga in Italia per vincere e che proprio il Giro sarà la mia vera corsa a tappe di tre settimane dell'anno». Sì, non è così scontato che il texano torni sulle strade di Francia. Al Tour hanno detto che sono pronti ad accoglierlo a braccia aperte, ma sono in molti ad aver avanzato dubbi e perplessità. Lui, che non ha mai amato essere considerato un peso, ha deciso di farsi desiderare. «Il Giro mi ha sempre voluto, è giunto il momento che io colmi questa lacuna con la mia presenza», assicura il texano, amico di Bush, repubblicano di ferro, che nel 2012 pensa di scendere in politica per inseguire la poltrona di governatore del Texas.

«I rapporti fra me e Armstrong non si sono mai interrotti dal suo addio al ciclismo agonistico nel 2005 – ha raccontato Angelo Zomegnan, direttore della corsa rosa, nonché grande regista di questo primo colpo del Giro del Centenario -. La percezione che Lance potesse tornare è diventata concreta possibilità subito dopo la sua straordinaria performance del 9 agosto nella 100 miglia di Leadville, sulle Rocky Mountains, in Colorado, in sella a una mountain bike. Si è classificato secondo, ma mi hanno riferito un solo dato: volava. I contatti si sono infittiti tra Ferragosto e la metà di settembre. Ho ufficialmente invitato Lance al Giro d’Italia 2009 il 29 settembre, in occasione di un mio viaggio a Austin, Texas, dove Armstrong risiede». L’occasione di colmare una lacuna, l’occasione di stabilire con una sua eventuale vittoria un’altra pagina di storia: «Nessun campionissimo del ciclismo si era concesso di non disputare il Giro d’Italia – spiega Zomegnan - e Lance è ovviamente il solo che dopo aver vinto il Tour de France del Centenario potrebbe centrare la leggendaria accoppiata col Giro d’Italia del Centenario che si celebrerà nel 2009 dal 9 al 31 maggio». Gli chiediamo: convinto che Armstrong non venga al Giro per allearsi, ma per puntare ad un grande risultato? «Sono convinto nella misura in cui lo è Lance e lui è convintissimo di fare non bene, ma di più». E allora: cosa può portare questo atleta al Giro del Centenario? «Io credo che il Giro possa dare molto, moltissimo ad Armstrong, ma anche la sua presenza male non farà alla nostra corsa. Da quando è stato dato l’annuncio posso dirvi che molti emittenti e media americani hanno chiesto di poter essere presenti alla corsa. Queste è la forza del Giro, questa è la forza di Armstrong. Gelosie? Magari. Lo sport è agonismo, rivalità, per certi versi anche gioco di invidie: bene, il Giro si preannuncia già una pietanza molto saporita».