Arnaldo Pomodoro proclamato «Uomo dell’anno»

La Fondazione Arnaldo Pomodoro oggi sarà sede della premiazione di Arnaldo Pomodoro come «Uomo dell'Anno 2008» da parte del museo d'arte di Tel Aviv.
Dopo la cena di gala nella sede in via Solari 35 ad assegnare il premio sarà Ron Hulday, il sindaco di Tel Aviv. L'incasso della serata sarà dato in beneficenza alla scuola d'Arte per ragazze e ragazzi disagiati istituita dal museo d'Arte di Tel Aviv.
L'associazione A.M.A.T.A. onlus di Milano, in collaborazione con Tel Aviv, è nata del 2001 ed è in favore della pace e della solidarietà. Tra i personaggi di rilievo premiati nelle scorse edizioni si ricordano: il pittore Emilio Tadini, il filosofo James Hillman, il direttore d'orchestra Zubin Mehta e lo scrittore Amos Oz.
Nel 2008 la giuria internazionale ha deciso in favore di Arnaldo Pomodoro in quanto scultore originale e innovativo oltre che mecenate di giovani artisti. Pomodoro, nato a Marciano di Romagna nel 1926, dopo essersi impegnato in studi di architettura, si è dedicato interamente alla scultura e allo studio di materiali con i quali creare: l'argento e l'oro, il legno e il ferro, il cemento e il bronzo, lo “strumento” prediletto. Celebre per le sue sfere bronzee, lisce e perfettamente levigate all'esterno, intricate e profonde all' interno, Pomodoro ha lasciato il segno in molte città importanti come Los Angeles, Dublino, Roma, Milano, Torino e persino in quelli Vaticani. Le sue sfere sono lucenti all'esterno e sviscerano complesse composizioni al loro interno. Arnaldo Pomodoro racconta: «La sfera è una forma magica. La superficie lucida rispecchia ciò che c'è intorno, restituendo una percezione dello spazio diversa da quello reale, e crea mistero. Rompere questa forma perfetta mi permette di scoprirne le fermentazioni interne mostruose e pure».
La visione in Pomodoro raggiunge un'essenzialità geometrica che percorre ogni sua opera da quelle a forma cilindrica a quelle cubiche, da quelle strutturate a cono a quelle a parallelepipedo. Tra gli orrori della guerra e dopo la creazione della Colonna del viaggiatore, lo scultore scoprì lo stile che gli apparteneva, delineandolo. Come sostiene Arnaldo Pomodoro: «Ho scelto i solidi della geometria intervenendo come una termite, per separare e togliere, per entrare all'interno della forma, per distruggerne il significato simbolico».