«Arnoldo rese popolare anche l’ermetismo»

Fu nel 1942. Arnoldo volle accogliermi tra i suoi autori, e da quel giorno la mia poesia, che dicevano ermetica, s’è fatta popolare. Era sempre stata, come ogni buona poesia, segreta, e anche popolare. Ma per farlo capire a tutti, ch’era anche popolare, ci voleva un miracolo, uno di quei miracoli che solo l’editore Mondadori sa compiere. Per altri cinquanta, e cento e mille anni il grato
Giuseppe Ungaretti
Roma, il 14.8.1957

Per telegrafare a Milano, chiamai una sera al telefono la signorina addetta ai telegrammi; mi rispose come al solito martellando la voce, professionalmente astratta. Cominciai a dettare l’indirizzo: “Arnoldo...”. “Come?”. “Arnoldo” scandii accuratamente. “Arnoldo come Mondadori?” chiese quella dea dell’indifferenza. “Infatti: Mondadori”. Così il nome di Arnoldo suggella il suo mito: al pari di Milano, di Parigi, di Otranto o di Domodossola, è diventato parola di riferimento, segno supremo di quella popolarità che rallegra il cuore di noi, autori dei libri \.
Maria Bellonci


Il massimo dei meriti che una casa editrice può acquistarsi di fronte alla cultura d’un paese è di funzionare in modo da produrre sempre più vaste categorie di nuovi lettori; e questo è un merito che in Italia ha saputo acquistarsi solo la Mondadori tanto che si potrebbe considerarne l’attività come dello stesso tipo di quella svolta dalle scuole pubbliche (elementari, medie e universitarie).
Elio Vittorini