Arpe: «Capitalia manterrà la sua quota nel gruppo Parmalat»

da Milano

«Sono soddisfatto dell'andamento del gruppo nei primi nove mesi dell'anno e soddisfatto anche dai recenti dati relativi all'ultimo trimestre, sia per Capitalia che per tutte le banche che compongono il gruppo». A parlare ieri è stato l'amministratore delegato di Capitalia, Matteo Arpe, a Reggio Emilia per una conferenza stampa in cui è stata presentata la carta di credito etica del gruppo bancario che, dal prossimo gennaio, sarà disponibile anche nella città emiliana.
Per quanto riguarda la partecipazione in Parmalat, pari al 5,3% del capitale, Arpe è apparso deciso: «Siamo azionisti e manteniamo la nostra quota». Ieri tra l’altro il cda del gruppo alimentare riunitosi a Collecchio ha esaminato la situazione patrimoniale della società ad ottobre: il Gruppo ha fatto registrare un indebitamento finanziario netto di 370,1 milioni di euro a fronte di un capitale investito netto di 2.261 milioni.
Quanto agli avvenimenti degli ultimi giorni, con lo scandalo che ha coinvolto l’ex Lodi, l’amministratore delegato del gruppo romano ha dichiarato che «non è il sistema bancario ad avere problemi nella sua totalità, ma si tratta di alcuni casi isolati». A questo proposito Arpe ha citato come esemplare il caso di Bipop, oggi risanata, che, secondo il numero uno operativo della banca, «dimostra come con la buona volontà si possano raggiungere obiettivi ambiziosi. Siamo soddisfatti di Bipop, e continuiamo nel nostro percorso». Inoltre, ha aggiunto Arpe, «Capitalia è l'unico gruppo che ha rimborsato tutti i clienti» danneggiati dalle emissioni di bond Cirio e Parmalat. Arpe ha anche dichiarato di simpatizzare con chi ha subito danni dalla ex Bipop in qualità di azionista: «Non siamo noi, però, gli interlocutori per chi ha comprato quelle azioni». Nessun interesse, invece, per possibili rientri nella partita Bnl, l’istituto continua a puntare sulla crescita interna: «Capitalia ha detto chiaramente, in tempi non sospetti, che rimaneva fuori da queste operazioni: siamo rimasti fuori anche da Antonveneta».
Il manager ha poi commentato l'attuazione del piano Delta2. Il progetto, che fa parte del piano industriale 2005-2007 di Capitalia, è l’asse della strategia di marketing dell’istituto ed è basato su un nuovo rapporto con la clientela, anche attraverso l'offerta di servizi non bancari di informazione e consulenza in materia fiscale e pensionistica, e l'apertura degli sportelli all'ora di pranzo e al sabato. «Il piano è partito a ottobre su 270 filiali del gruppo - ha spiegato Arpe - ma abbiamo già esteso il servizio ben oltre le nostre previsioni, superando in anticipo le 300 filiali. Al sabato molte filiali - ha sottolineato l'Ad di Capitalia - hanno addirittura un'operatività maggiore rispetto al resto della settimana». Il progetto, ha spiegato Arpe, «è costato oltre 100 milioni di euro, totalmente spesati a conto economico».