Arpe schiera i suoi fondi e ricomincia da Sator

da Milano

Matteo Arpe ricomincia da Sator, società finanziaria indipendente di cui l’ex numero uno di Capitalia sarà il principale azionista, nonché amministratore delegato. L’esordio sarà nel private equity e nella gestione di fondi azionari (quattro sono già pronti) destinati a clientela istituzionale. Successivamente Sator ha in programma anche l’ingresso nell’immobiliare, nel private banking e nella finanza aziendale. Presidente sarà Luigi Spaventa, già al vertice della Consob.
Il nucleo fondante dell’iniziativa viene da Capitalia: una dozzina di «ex» che hanno seguito Arpe, a cui si sono aggiunti altri 4 esterni (tra cui un pool di asset manager tra i più quotati sui mercati internazionali) e Spaventa, per un totale di 18 partner, età media 40 anni. Secondo le previsioni dei fondatori, il gruppo è già pronto a raccogliere per i fondi 300 milioni di euro grazie alla prime manifestazioni di interesse. Mentre il capitale iniziale, sottoscritto dai fondatori al valore nominale, è di 32 milioni (gran parte di quali investiti dallo stesso Arpe). Ma è già stata varata una ricapitalizzazione, questa volta con sovrapprezzo, per l’ingresso di nuovi soci. Tra questi Lehman Brothers avrebbe già prenotato una quota tra il 2,5 e il 5% del capitale (che secondo indiscrezioni potrebbe costare tra i 12 e i 25 milioni). La banca Usa investirà altri 150 milioni nei fondi. Al termine dell’operazione Arpe avrà comunque la maggioranza (50-55%). Il pieno regime del gruppo (con sedi a Roma, Milano, Londra) è previsto entro il primo trimestre del 2008.
Nel lanciare la nuova società Arpe e i suoi tengono a presentarsi come una squadra che conosce il mercato e che dal mercato è riconosciuta per capacità e reputazione. In questa direzione è stata fatta la scelta di Spaventa (che Arpe aveva già voluto ai vertici dell’asset management di Capitalia). Mentre il nome scelto, Sator, rappresenta una scelta ben precisa: il «quadrato del Sator» è un’antica ed enigmatica iscrizione pagana (composta dalle parole Sator, Arepo, Tenet, Opera, Rotas,) che può significare «colui che gestisce la propria opera ma che verrà guidato da un disegno superiore».
Al di là della filosofia che ha ispirato i natali di Sator, l’operazione era molto attesa dal mercato. Anche per vedere se Arpe avesse o meno l’intenzione di seguire la pista dei fondi locuste: i guastatori della finanza come Tci (che ha causato lo smembramento della banca olandese Abn Amro) o come Algebris (che ha fatto vacillare, nei giorni scorsi, le Generali). In realtà tra i 4 fondi iniziali ce n’è anche uno «sospetto» (un «value active fund»). Ma Arpe, Spaventa & c. hanno tenuto a far sapere che non si tratta di uno strumento speculativo. Bensì di un fondo che sarà molto attento agli aspetti della governance societaria.
L’intero impianto del nuovo gruppo è stato presentato ieri mattina da Arpe al presidente della Consob Lamberto Cardia.