Arrestata la mente del sequestro Valdata

Paola Fucilieri

da Milano
La cosiddetta «mente del gruppo» aveva un vizietto difficile da reggere quando non si è dei nababbi: quello della roulette. Così, per entrare e uscire senza problemi dai casinò di tutta Europa (nel 2003 era stato ben 225 volte solo in quello di Saint Vincent!) la «mente» si era improvvisato capo di una banda di rapitori, ideatore e organizzatore del sequestro della moglie di un facoltoso italiano con il quale aveva avuto rapporti di lavoro. Sopravvalutando se stesso e il suo gruppo di «apprendisti rapitori». Seppure con un anno di ritardo rispetto ai suoi complici, infatti, anche lui - Joan Ginju, 34 anni, rumeno, leader della banda che il 20 giugno 2004 a Silvano Pietra, nei pressi di Voghera (Pavia), rapì una donna di 74 anni, Annamaria Riva, moglie di Franco Valdata, imprenditore dei laterizi - è finito in manette, a Guadalajara, in Spagna. Ad arrestarlo sono stati venerdì i carabinieri del Ros (Raggruppamento operativo speciale) insieme a quelli del comando provinciale di Pavia e con la collaborazione dei poliziotti madrileni.
La signora Valdata, vittima di un sequestro per molti aspetti apparso subito «curioso» agli investigatori (basti pensare al biglietto con la richiesta milionaria di riscatto, firmato «mafia russa», ndr) rimase nelle mani dei rapitori, braccati dalle forze dell’ordine con vere e proprie battute tra Lombardia e Piemonte, solo cinque giorni, ad Arquata Scrivia, nella campagna alessandrina. Poco dopo la sua liberazione i carabinieri individuarono i tre rapitori in un appartamento e arrestarono anche una donna e la figlia minorenne.
Anche dopo le manette, però, le indagini non si sono mai fermate e la giustizia ha fatto il suo corso. Qualche giorno fa, il 31 maggio, il gup Fabrizio D’Arcangelo ha condannato con rito abbreviato quattro dei sei romeni ritenuti responsabili del rapimento. Diciotto anni sono stati inflitti a George Nan, 11 anni e mezzo ad Arhly Pici, 11 anni e 4 mesi a Valentin Cirja e 7 anni e 4 mesi a Georgeta Petrescu.
E il capo della banda? Fallito il sequestro e stroncati sul nascere i suoi sogni di grandezza, Joan Ginju se n’è stato rintanato in Spagna, in un appartamento con altri connazionali.