Arrestate per gli scontri: «Qui è facile impazzire»

In una lettera 6 detenute si lamentano: «Ci sentiamo strumentalizzate»

Una lettera da San Vittore. Un messaggio che «nasce dall’esigenza di avere notizie più dettagliate sulla situazione creatasi all’esterno dopo l’11 marzo». Firmata da sei detenute, arrestate in seguito alla guerriglia scatenata dai centri sociali che manifestavano contro il corteo della Fiamma Tricolore. Tra politica e richiesta d’aiuto. «Qui è facile impazzire». Così scrivono.
Nella missiva, pubblicata anche sul sito di area antagonista «indymedia», si legge che «nei primi giorni di carcerazione, le notizie che si ricevono dall’esterno sono frammentarie e parziali. Abbiamo ricevuto molta solidarietà a livello umano e alcuni dei comunicati usciti in rete, ma d’altra parte l’informazione sugli episodi di quello strano giorno sono lasciate in pasto ai giornali che naturalmente non perdono questa grande opportunità per descriverci e stigmatizzarci come teppisti privi di ideali quando in realtà le nostre motivazioni politiche erano ben chiare e precise».
Ancora, «proprio perché la situazione è molto grave sia sul piano giuridico (presente e futuro) che su quello politico, da qui dentro la sensazione che abbiamo è che non si stiano mettendo in atto adeguate risposte. Ognuno di noi deve dare qualcosa per far sì che pochi di noi non siano costretti a dare tutto. Questo è ciò che sentiamo: che i compagni e le compagne a noi più vicini stiano impazzendo nel tentativo di fare qualcosa, ma che non ci sia un coinvolgimento più ampio nel portare avanti una campagna di sensibilizzazione fatta di volantinaggi, cortei, presidi».
Parlano della loro situazione come di una «strumentalizzazione» fatta «sulla nostra pelle a fini elettorali da far scattare meccanismi di desolidarizzazione anche qui dentro da parte di alcune detenute». Ma non rinnegano la loro partecipazione a quel corteo. «Noi continuiamo e continueremo a rivendicare che era dovere di tutti coloro che amano la libertà, essere in piazza l’11 marzo per opporsi all’adunata fascista». Ma nessun cenno alla gravità degli scontri.
Quindi, le sei detenute di San Vittore concludono. «Cercate di capirci, non prendetela male, ma qui le uniche notizie ci arrivano da tg e avvocati. In particolare, questi ultimi, li vediamo fortemente sotto stress, per cui sarebbe opportuno creare un solido supporto legale. Fateci sapere qualcosa: qui è facile impazzire».