«Arrestate Suha Arafat per corruzione»

Un mandato di cattura internazionale, una pena che potrebbe arrivare a dieci anni di carcere. Nel mirino della procura di Tunisi c’è nientemeno che Suha Arafat, la vedova dell’ex leader palestinese. L’accusa, per una delle donne più famose del Medio Oriente (già sospettata di essere coinvolta nella «sparizione» del tesoro di Arafat), è di corruzione. Secondo il giornale algerino el-Khabar, la donna sarebbe accusata di aver commesso illeciti amministrativi negli anni Ottanta: all’epoca viveva a Tunisi con Arafat ed era amministratrice della scuola internazionale di Cartagine. La notizia del mandato di arresto spiccato dalla Tunisia è stata confermata all’Adnkronos dal consigliere del ministero della Giustizia di Tunisi Kathim Zin el-Abidin, il quale ha spiegato che «la pena a cui va incontro può arrivare fino a dieci anni di carcere».
Nelle indagini su Suha Arafat rientra anche la moglie del deposto leader tunisino, Laila Trabelsi, coinvolta in numerosi processi dopo la fuga col marito in Arabia Saudita e «regina» del cosiddetto «clan Ben Alì». Suha al-Tawil Arafat ha vissuto a Tunisi dopo la morte del marito, dal 2004 fino al 2007, quando si è trasferita a Parigi. Aveva infatti ottenuto la cittadinanza tunisina nel 2006, ma le è stata revocata nel 2007 per contrasti sorti proprio con la moglie di Ben Alì.