Arrestati 11 monaci, la repressione continua

I bonzi sono stati fermati mentre tentavano di passare il confine con il Bangladesh. A Rangoon rastrellamenti e fermi nella notte

Rangoon - Undici monaci di fede buddhista sono stati arrestati nella cittadina di Teknaf (Bangladesh) dal Bangladesh Rifle (Bdr) mentre cercavano di fuggire dal Myanmar. Già dal 19 settembre, in seguito alle continue manifestazioni nelle città di Rangoon e Mandalay, il Nasaka, ovvero la forza di sicurezza di confine birmana, aveva intensificato i controlli. Dopo la risposta brutale dell’esercito birmano, i monaci in gran numero si sono riversati verso i confini del Paese in cerca di riparo per evitare l’arresto.

Stando alle dichiarazioni di alcuni cittadini locali, lungo il confine nella cittadina di Teknaf, situata nel distretto di Cox Bazar, undici monaci sono stati fermati e arrestati dal Battaglione 23 del Bdr. I monaci si sono dichiarati cittadini bangladeshi sostenendo che erano nell’ex-Birmania per alcuni seminari religiosi. Nel frattempo, le forze di sicurezza birmane stanno cercando di reprimere ogni forma di dissenso con perquisizioni e arresti continui.

La notte scorsa, secondo l’agenzia Burmanewscbox, in una delle vie principali di Rangoon, Bahan, «ogni uomo di età compresa tra i 15 e i 40 anni è stato posto in stato di arresto». Sono stati lasciati liberi gli uomini con un’età superiore ai 70 anni e le donne. Sempre a Rangoon «la polizia entra nelle case con le foto dei manifestanti dei giorni scorsi e li arresta», ha dichiarato un residente all’agenzia Mizzima. Allo stato attuale, le forze di sicurezza birmane mantengono una stretta sorveglianza lungo le strade principali e nei luoghi più frequentati come la pagoda Sule per evitare nuove manifestazioni.