Arrestati gli assenteisti dell'ospedale

Finiscono in manette in 12 nell'ospedale universitario Santa Maria della Misericordia di Perugia. Accusati di falso in atto pubblico e truffa aggravata: non erano sul posto di lavoro, ma facevano timbrare il badge ai colleghi

Perugia - Timbri e non lavori. Attenzione alle manette. Dieci arresti, due in carcere e otto ai domiciliari, sono state eseguiti stamattina dai carabinieri del Nas nell’ambito di un’indagine per assenteismo nei confronti di personale dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Hanno riguardato medici, docenti, infermieri e personale tecnico amministrativo. Le misure cautelari emesse dal gip di Perugia su richiesta della procura della Repubblica sono complessivamente 12, due delle quali (ai domiciliari) ancora da eseguire. Sono inoltre una sessantina gli indagati in stato di libertà. I reati ipotizzati sono di falso in atto pubblico e truffa aggravata. Riguardano - ha reso noto la procura di Perugia - l’allontanamento dal luogo di lavoro mediante l’illecito utilizzo del badge marcatempo a opera di terzi.

Arresti L’indagine rappresenta la prosecuzione di accertamenti che già nell’autunno scorso avevano portato ad altri arresti. Le misure cautelari riguardano otto dipendenti dell’azienda ospedaliera di Perugia, un ex dipendente della stessa e tre dell’Università. Tutti operanti presso strutture ospedaliere o universitarie dell’ospedale Santa Maria della Misericordia. Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri del Nas in collaborazione con il comando provinciale del capoluogo umbro e altri reparti dell’arma. I dipendenti dell’azienda ospedaliera sono già stati sospesi. Il provvedimento è già stato adottato dai vertici della struttura sanitaria. Nessuna iniziativa invece ancora nei confronti degli indagati a piede libero. I loro nomi non sono stati tra l’altro comunicati all’azienda.

L'ospedale: "Noi parte lesa" L’azienda ospedaliera di Perugia "è parte lesa" nell’indagine dei carabinieri del Nas che ha portato all’emissione di 12 ordinanze di custodia cautelare per assenteismo. Lo ha detto il direttore generale Walter Orlandi. "È stata lesa la nostra immagine - ha aggiunto Orlandi - e quindi la tuteleremo in ogni sede". Poi ha spiegato che l’ospedale "ha collaborato in questo periodo con la magistratura perugina nel massimo riserbo mettendo a disposizione tutto quanto necessario". Il direttore generale ha comunque sottolineato "l’impegno e il lavoro svolto con abnegazione e onestà ogni giorno dalla maggior parte dei 2 mila 900 dipendenti della struttura. Già il precedente commissario straordinario - ha detto - aveva avviato il lavoro di commissioni interne per responsabilizzare i dipendenti. Abbiamo messo in atto tutto quanto necessario - ha concluso - perché certi fenomeni non si ripetano".