Arrestati i capi di Batasuna Nazionalisti baschi in rivolta

Spagna: i leader del braccio politico dell’Eta presi durante un vertice notturno. Batasuna: "E' una dichiarazione di guerra". La polizia circonda la sede del partito Ehak a San Sebastian. Cortei e manifestazioni, sale la tensione

Madrid - Ventitre persone, leader vecchi e nuovi del partito fuorilegge Batasuna, il braccio politico dell’Eta, sono stati arrestati a Segura, nel nord della Spagna, mentre erano riuniti in una seduta notturna. Il blitz degli agenti è scattato per ordine del giudice dell’antiterrorismo spagnolo Baltasar Garzon: tra gli arrestati nell’operazione c’è Joseba Permach, portavoce di Batasuna dopo l’arresto in giugno di Arnaldo Otegi. Almeno 12 degli arrestati sono stati trasferiti al commissariato di San Sebastian; subito dopo il loro trasferimento gli agenti hanno iniziato a perquisire le loro abitazioni. La polizia spagnola ha circondato questa mattina anche la sede del partito comunista delle terre basche (Ehak, indipendentista vicino a Batasuna) a San Sebastian. Lo riferisce il quotidiano Gara online precisando che apparentemente si attende un ordine di perquisizione.

Batasuna: "Dichiarazione di guerra" Nazionalisti baschi in rivolta dopo la retata contro i vertici di Harri Batasuna. Cortei e manifestazioni di protesta sono state organizzate nelle principali città del Paese basco da gruppi di sinistra vicini a Batasuna, dopo che nella notte nel capoluogo Vitoria c’erano stati alcuni atti di vandalismo con cassonetti dati alle fiamme e vetrine di banche in frantumi. Intanto la polizia ha perquisito le abitazioni del portavoce Joseba Permach e degli altri 21 dirigenti arrestati a Segura nel corso di una riunione notturna del Tavolo del partito. Il più alto dirigente di Harri Batasuna ancora in libertà, Pernando Barrena, ha definito gli arresti una manovra preelettorale e una «vendetta» del governo Zapatero per la linea dura assunta dal partito ai negoziati di pace. «Chi vuole partecipare alla politica in Euskadi (il Paese basco ndr) deve rispettare le regole e la legge», ha avvertito un dirigente del Partito socialista di Zapatero, Rodolfo Ares. Nella notte le città basche sono state subito tappezzate di manifesti che invitavano alla protesta e il giornale basco Gara ha definito gli arresti «una dichiarazione di guerra». Gli arresti sono stati ordinati dal giudice Baltasar Garzon che indaga sui legami tra Batasuna e l’Eta e a giugno aveva già fatto incarcerare il leader Arnaldo Otegi per aver apologia del gruppo terroristico. Con i vertici del partito in manette, è destinato a infiammarsi un dibattito politico su cui pesa la crescente insofferenza contro le aperture all’Eta fatte a suo tempo da Zapatero, che potrebbe pagare un prezzo politico nelle elezioni in programma a marzo.

La settimana scorsa il leader dei nazionalisti moderati, Juan Josè Ibarretxe, aveva proposto un referendum sul futuro del Paese basco che avrebbe potuto portare ad aprire un negoziato sull’indipendenza, ma il piano è stato respinto dal governo perchè incostituzionale. Harri Batasuna è stato messo al bando nel marzo 2003 dopo che la Corte suprema stabilì che vi era una «identità sostanziale» tra il partito e il gruppo terroristico. Nel 2001 aveva raccolto il 10% dei voti nelle elezioni regionali e nel 1999 era arrivato addirittura al 20% alle comunali. L’Eta, responsabile di 819 morti in 40 anni di lotta armata, ha ripreso le attività terroristiche dopo aver rotto il cessate il fuoco proclamato nel marzo del 2006. Lo scorso dicembre un’autobomba all’aeroporto di Madrid aveva causato due morti.