Arrestati nove terroristi islamici Soldi falsi e droga per la Jihad

Presi fondamentalisti Salafiti a Milano, legati alla moschea di viale Jenner, su provvedimento del gip Salvini. Il gruppo reclutava e inviava terroristi nei luoghi di "guerra santa". Pronti ad azioni suicide anche in Italia

Milano - Operazione anti-terrorismo della Guardia di Finanza di Milano contro il fondamentalismo islamico. È stato smantellato un gruppo di tunisini che si occupavano della logistica, del finanziamento e del reclutamento di militanti dell’ex organizzazione "Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento", oggi denominata "Al Qaida nel Maghreb". Sono diverse le ordinanze di custodia cautelare in carcere.

Un pentito Sono nove le persone contro le quali il gip Guido Salvini su richiesta del pm Elio Ramondini ha emesso ordininanze di custodia cautelare nella nuova operazione "Rakno Sadess". All’origine delle accuse di associazione per delinquere e una serie di reati fine c’è il nuovo pentito del Jihad, Tlili Lazar, che, dopo essere stato estradato dalla Francia nel novembre 2006, ha deciso di collaborare con gli inquirenti.

Gli arrestati Delle nove ordinanze di custodia cautelare in carcere una è stata eseguita con la collaborazione della polizia inglese a Londra nei confronti di Ignaoua Habib, considerato un elemento di spicco, una sorta di "emiro", cioè di autorità. Risulta invece irreperibile Moez Fezzani, che si ritiene possa essere detenuto a Guantanamo. Le altre ordinanze riguardano, invece, persone che si ritiene siano morte in attentati terroristici in Tunisia, Algeria e Iraq fra il 2003 e il 2007, mentre sono state notificate in carcere quelle emesse nei confronti di Said Cherif, detenuto a Palmi, e a Essid Sami Ben Khemais, che sarebbe dovuto uscire domenica dopo aver scontato sei anni e due mesi.

L'ordinanza "Una struttura operativa specializzata nell’inviare da molti anni militanti preparati o da prepararsi militarmente nei luoghi di conflitto e in particolare prima in Bosnia, poi in Afghanistan e in Algeria e da ultimo in Iraq dove operano le strutture di Al Ansar". Lo scrive il gip Guido Salvini nel provvedimento restrittivo emesso contro Essid Sami Ben Khemais che nei giorni scorsi stava per lasciare il carcere dopo aver scontato 6 anni e 2 mesi di reclusione e al quale questa mattina è stata notificata un’altra ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il giudice parla di "elevata pericolosità delle strutture cui l’attuale indagato fa riferimento".

Finanziamenti per la Jihad "La maggior parte del denaro ricavato con il commercio in modo massiccio di banconote false e con lo spaccio di sostanze stupefacenti era devoluto per l’acquisto di materiale militare da inviare in Algeria o anche tramite i canali della moschea di viale Jenner per aiutare e finanziare comunque i combattenti che operavano in Paesi più lontani". Lo scrive il Gip Guido Salvini per motivare l’arresto in un’operazione antiterrorismo dei nove islamici. "In sostanza - scrive il gip - l’attività criminale o meglio peccaminosa cessava di essere ritenuta tale se i suoi frutti danneggiavano solo un Paese occidentale".