ARRESTATO L’EX MINISTRO: LA CASTA NON È PIÙ INTOCCABILE

Il simbolo della decadenza, del tracollo morale e della deriva non solo economica che attraversa la Grecia. Akis Tsochatzopoulos è diventato la bandiera del Paese malato. Ex ministro della Difesa (dal 1996 al 2000), socialista del Pasok, mentre Atene vive le sue ore più incerte e drammatiche, è chiuso in un carcere con l’accusa di riciclaggio e associazione a delinquere, finito in manette a inizio aprile, alla vigilia delle politiche del 6 maggio: la prima volta di un ministro in vent’anni per una frode del genere. La sua casa, a un passo dal Partenone e del teatro di Dioniso, è diventata un’attrazione altrettanto ammirata. Perché davanti all’abitazione è stato arrestato Tsochatzopoulos per alcune commesse controverse sugli armamenti e perché quell’abitazione è il simbolo del lusso in sfregio alla crisi ed è oggi anche il simbolo della corruzione, «il Partenone della corruzione». «È una vergogna, il ministro e tutta questa gente del Pasok (il partito socialista) che distoglie soldi per metterseli in tasca», racconta una vecchia signora al quotidiano francese Libération. «Questo povero ministro, con il suo povero salario...è così che funziona in Grecia», mugugnano ad Atene.
Rabbia e delusione generale. è l’aria che si respira nella capitale e non solo. Un vento dell’antipolitica che è quasi un contrappasso nella culla più antica della democrazia. Il suo arresto «rappresenta lo stato d’accusa di tutto il sistema politico - spiega un analista politico - un modo per dire che che ci sono altri corrottie che tutti lo sanno. Tsochatzopoulos era un ladro ed era in più anche arrogante, perché faceva in modo che la sua ricchezza si vedesse» con la sua vita dispendiosa. In barba alle critiche, l’ex ministro si è sposato a Parigi, ricevimento al Four Seasons con vista sulla Tour Eiffel e Jaguar. Lui rubava e rideva, la Grecia affondava.