Arrestato l’ultrà spara-razzi ma resta l’ansia del sabato

Marta Cerruti

È finito dietro le sbarre l’ultras genoano che mercoledì scorso ha aggredito, scagliando razzi, alcuni tifosi avversari. Nella notte gli uomini della Digos hanno infatti arrestato D. S., il giovane sostenitore rossoblù che, poco prima della partita di Coppa Italia Genoa-Fiorentina, aveva lanciato due razzi contro un pullman di tifosi viola che passava in piazzale Atleti Azzurri d’Italia nei pressi dello stadio Luigi Ferraris.
Il ragazzo era stato notato dagli agenti di polizia a scorta delle tifoserie ospiti mentre, fuori dallo stadio, insieme ad un gruppo di facinorosi coperti da caschi e berretti, provocava alcuni supporter della Fiorentina. Dopo il lancio dei due razzi, dispositivi fuori commercio perché altamente pericolosi, D.S. è riuscito a dileguarsi mischiandosi nella folla. Successivamente, grazie al materiale foto-video in possesso della polizia scientifica, le Forze dell’Ordine sono riuscite ad identificarlo. Immediato, quindi, l’arresto.
Il giovane ultras, classe ’83, era noto alla Digos. Era già stato allontanato dai campi di calcio per un anno perché protagonista degli scontri avvenuti nel 2004 durante la partita Genoa-Modena. Ora, a seguito dell’atto vandalico di mercoledì scorso, verrà interdetto dagli stadi per altri 3 anni con obbligo di firma.
Altri episodi di violenza hanno turbato il match tra Genoa e Fiorentina. Durante la partita tre razzi sono stati lanciati all’interno dello stadio: uno di essi ha colpito la tribuna mentre gli altri 2 sono caduti in campo. Fortunatamente non ci sono stati feriti. Al termine della gara, alcuni vigili urbani sono stati aggrediti mentre cercavano di sedare una rissa nata al di fuori dello stadio tra supporter appartenenti, pare, alla tifoseria rossoblù. In particolare, vittime dell’aggressione tre agenti della Municipale, tra cui una donna. Sempre fuori dallo stadio infine, sono state trovati, nascosti sotto ad alcune automobili, diversi tubi idraulici ed elettrici che avrebbero potuto fungere da oggetti contundenti. Sugli episodi la Polizia sta ancora indagando.
Preoccupato il Comune, che tramite l’assessore allo sport Giorgio Guerello: «condanna in particolare gli episodi di violenza nei confronti dei vigili urbani che fanno il loro servizio, utile soprattutto in un contesto come quello di Genova, dove lo stadio si trova nel centro cittadino». L’assessore Guerello ha quindi sottolineato «quanto sia necessario evitare le partite il sabato pomeriggio o nel pomeriggio dei giorni feriali, poichè si spezza la viabilità e si stravolge il normale svolgersi della vita quotidiana». Ma il problema della violenza negli stadi a Genova porta dritti ad un'altra situazione difficile, quella dei fotoreporter. Al Ferraris lo scatto raffigurante il gol di un calciatore spesso è il frutto di un lavoro esposto a rischi assurdi in un luogo in cui i fotografi sono costretti a lavorare in una fettuccina di campo dietro le porte che li mette a diretto contatto con le tifoserie. Mercoledì sera la bomba carta esplosa nei pressi della porta del Ferraris lato gradinata Nord ha rischiato di far perdere l'udito ad un operatore e di danneggiare seriamente la sua attrezzatura. In passato c'è anche chi è stato letteralmente percosso con aste di bandiera. Ma episodi spiacevoli si sono verificati mercoledì sera, come in altre occasioni, anche all'esterno. Colleghi arrivati da Firenze non hanno potuto parcheggiare l'auto nell'area a loro riservata e c'è chi alla fine non ha potuto ritirare la macchina. Insomma il rischio che si creino zone franche allo stadio continua e occorre evidentemente qualche riflessione approfondita sulla gestione dell'ordine pubblico.