Arrestato l'ultimo criminale di guerra serbo Goran Hadzic, legato al massacro di Vukovar

Accusato nel 2004 di "persecuzioni politiche, razziali e religiose,
sterminio, omicidio, tortura, deportazione e trasferimenti forzati", ma anche di "distruzione ingiustificata o
devastazione", Goran Hadzic, 53 anni, era l'ultimo criminale di guerra serbo ancora latitante. Il suo nome è legato al massacro compiuto all'ospedale di Vukovar nel 1991

Belgrado - La Serbia ha assestato un altro colpo contro i criminali di guerra. Goran Hadzic è stato arrestato stamani nella regione di Fruska Gora, una zona turistica collinare a circa 60 km a nord di Belgrado, nella provincia della Voivodina. Dpo la cattura del generale Radko Mladic quest'ultimo arresto rappresenta un nuovo passo della Serbia verso il reintegro nella comunità internazionale. Hadzic è stato accusato nel 2004 di "persecuzioni politiche, razziali e religiose, sterminio, omicidio, tortura, deportazione e trasferimenti forzati", ma anche di "distruzione ingiustificata o devastazione".

Il massacro all'ospedale di Vukovar Il nome di Hadzic è legato in particolare al massacro all’ospedale di Vukovar (est della Croazia), nel novembre 1991, dove circa 250 croati e altre persone non serbe che vi si erano rifugiate erano state torturate e uccise. Nato il 7 settembre 1958 a Vinkovci, in Croazia, Hadzic - che aveva lavorato come magazziniere - fu presidente durante il conflitto armato dell’effimera "Repubblica serba di Krajina" che rappresentava un terzo circa del territorio croato e la cui popolazione serba si era ribellata alla proclamazione di indipendenza della Croazia dalla Federazione jugoslava. Latitante dal 2004, Goran Hadzic deve rispondere davanti al Tribunale penale internazionale dell’Aja (Tpi) di genocidio, crimini di guerre e crimini contro l’umanità per le atrocità e le uccisioni di centinaia di civili e la deportazione di decine di migliaia di croati e altri non serbi ad opera delle truppe di Belgrado durante il conflitto armato degli anni 1991-1995.