Arrestato il rapinatore «Mon Savon»

È uno dei rapinatori solitari più prolifici degli ultimi anni, incensurato e, fino alla fine, assolutamente sconosciuto. Stefano Ghibaudi, nato a Voghera, 45 anni, imprenditore, ha iniziato la carriera di rapinatore nella sua città di residenza, Genova, nel settembre 2002, con un colpo al Banco di Chiavari, in via Libertà, e poi, presa confidenza con la nuova professione, ha dato il via a una serie di ben trenta rapine, in tre anni, che lo hanno portato in diverse città del nord d'Italia.
Ghibaudi, che comunque non ama la violenza, utilizzava per le rapine una pistola finta e quando non ne era munito, una saponetta, sostenendo si trattasse di esplosivo al plastico. Per questo gli inquirenti lo avevano soprannominato «Mon Savon». Il rapinatore era stato bloccato l'8 luglio scorso, dopo una rapina, da alcuni passanti all'uscita di una banca di Reggio Emilia e consegnato alla polizia, è stato scarcerato dal giudice subito dopo la convalida dell'arresto, grazie alla mancanza di precedenti penali e all'uso di una pistola finta.
All'uscita del carcere, però, Ghibaudi ha trovato gli agenti della Squadra Mobile di Genova, con l'elenco delle trenta rapine compiute in Liguria, Piemonte, Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna, e un provvedimento di fermo che lo ha riportato dietro le sbarre.
L'imprenditore si era trasferito a Kiev alla fine degli anni Novanta per ragioni ancora non note, lasciando la moglie e cinque figli in Italia. A Kiev era diventato socio della Bibox, azienda attiva nell'ambito del noleggio di macchinari agricoli. Dal 2002 la nuova carriera in Italia.
Adesso avrà modo di meditare sulle sue strane scelte di vita nella cella di un carcere.