Arrestato il re del videopoker E la sede del tribunale è sua

Anche il Tribunale di Sorveglianza di Reggio Calabria è tra gli inquilini di Gioacchino Campolo, l'imprenditore noto come «Re dei videopoker», arrestato dalla Dda di Reggio Calabria, ieri mattina insieme alla moglie ed al figlio. Tra le centinaia di immobili che Campolo ha acquistato, nel corso degli anni, con i proventi della sua attività e della contraffazione degli apparecchi, c'è anche la sede dell'ufficio giudiziario. Giudici e cancellieri sono, di fatto, a «casa Campolo» e il ministero della Giustizia paga l'affitto all'imprenditore arrestato. Ma non solo il ministero anche l'ex sindaco di Reggio Calabria Italo Falcomatà, morto alcuni anni fa per leucemia e estraneo all'inchiesta fu in affitto da Campolo in un locale passato, sempre con un regolare contratto di affitto, a un altro ex primo cittadino di Reggio, Demetrio Naccari Carlizzi.
Va chiarito comunque che nessun esponente politico è coinvolto nell'inchiesta. Ma non solo politici e istituzioni, tra gli inquilini di Campolo c’è anche un ex sacerdote di Reggio Calabria, Don Salvatore Nunnari, attuale arcivescovo metropolita di Cosenza, come emerge nel corso di una conversazione tra il figlio di Campolo ed un parente, tutte contenute nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Campolo sempre secondo gli investigatori, era in «buoni rapporti» con la cosca dei De Stefano, una delle più potenti della città di Reggio Calabria. Nell'ordinanza di custodia cautelare si legge tra l'altro: «L'indagato gode, ed ha sempre goduto nel corso degli anni, di contatti, collegamenti con persone in grado di poterlo informare circa situazioni fattuali, processuali o di cronaca giudiziaria che lo riguardano».