Arrestato per violenza su due bimbe E nel quartiere gli bruciano l’auto

Per due anni ha abusato delle piccine di otto anni che le rispettive madri, separate, gli affidavano

da Roma

Per due anni ha abusato sistematicamente di due bambine, fino a tre giorni fa quando ad assistere a un incontro inequivocabile c'era una amichetta delle due vittime, che ha informato la madre. Il pedofilo è un artigiano di 43 anni residente a Spinaceto, periferia Sud di Roma, inquilino nello stesso stabile dove vivono le piccole. Era diventato amico delle rispettive madri, separate dai mariti, che si fidavano di lui e spesso gli affidavano le piccole.
Ad arrestarlo sono stati gli agenti della Squadra mobile. L'accusa per l'uomo è violenza sessuale aggravata e corruzione di minorenne. All'ospedale Sant'Eugenio i medici ci hanno messo poco per accertare le violenze patite dalle due giovanissime, violentate da quando avevano otto anni e mezzo. Al termine di una perquisizione a casa del maniaco che ha parzialmente ammesso le responsabilità della vicenda e che si trova ora nel carcere di Regina Coeli, sono state trovate cassette pornografiche e riscontri alla versione fornita dalle bambine. Che in un lungo quanto disperato incontro con il personale specializzato della polizia contrassegnato da pianti a dirotto, hanno raccontato i loro due anni di abusi e terrore. Abusi che l’amico delle loro mamme compiva con assidua frequenza, spesso costringendo una delle due bambine ad assistere agli abusi perpetrati sull'altra. È per questo che gli è stato imputato anche il reato di corruzione di minorenne.
Nello stabile di Spinaceto, abitato da famiglie non agiate ma nemmeno povere, le piccole, figlie di genitori separati, vivono con le rispettive madri, amiche tra loro. Forse anche proprio per questa difficile situazione le due donne più volte affidavano le figlie al vicino, che viveva da solo. L'uomo veniva considerato una persona perbene e il suo atteggiamento in pubblico non lasciava trasparire nulla che potesse insospettire. Invece le cose stavano diversamente: tra le mura di casa per costringere le piccole vittime a cedere ai suoi desideri più di una volta volte le avrebbe rinchiuse a in una stanza buia e spesso minacciate. Per le due giovanissime l'uomo non aveva un nome: era soltanto «quello», come hanno sempre continuato a chiamarlo di fronte ai poliziotti che allibiti cercavano di farsi raccontare il loro lungo incubo.
Ora che è in cella il pedofilo è rinchiuso in isolamento e sorvegliato a vista: come al solito si teme che qualche detenuto possa voler applicare la «giustizia» del carcere. del resto anche fuori, tra gli abitanti dello Spinaceto, la rabbia è palpabile. Ieri dopo che era sparsa la notizia dell’arresto, ma soprattutto del perché l’auto dell’artigiano, ha preso fuoco. Giusto un avvertimento.