Arresti domiciliari per Coppola

La decisione è stata presa dal tribunale del Riesame di Roma per motivi di salute. Arrestato il 1° marzo scorso con l'accusa di bancarotta, riciclaggio e appropriazione indebita, l'imprenditore torna a casa dopo 104 giorni di isolamento. Sequestrate una villa e quattro auto

Roma - Il tribunale del Riesame ha concesso gli arresti domiciliari a Danilo Coppola. A renderlo noto sono gli avvocati Bruno Assumma e Antonio Fiorella, legali dell’immobiliarista. Coppola lascia così il carcere dopo quasi quattro mesi di detenzione, trascorsa tra Regina Coeli e Rebibbia. Il collegio del riesame, presieduto da Carmelo Asaro, ha preso atto delle conclusioni dei periti d’ufficio secondo cui lo stato di salute dell’imprenditore è incompatibile con il regime carcerario.

L'imprenditore romano era stato arrestato dalla Guardia di Finanza il 1° marzo scorso con l'accusa di bancarotta, riciclaggio e appropriazione indebita. "Sto male, non riesco a mangiare, se mi lasciano ancora dentro muoio". Aveva detto queste cose al deputato dell’Italia dei Valori Silvana Mura, nell'incontro avvenuto il 25 giugno scorso nel carcere romano di Rebibbia raccontato dal numero in edicola domani de "L’Espresso". "Cosa vogliono da me? Ho fornito spiegazioni a ogni domanda, non mi sono mai avvalso della facoltà di non rispondere. Perchè non mi fanno uscire? Mi stanno annientando", dice l’ex re del mattone che, per le sue precarie condizioni di salute, più volte nelle scorse settimane ha chiesto gli arresti domiciliari.

E ancora: "Ho subito 104 giorni di isolamento, non ho commesso alcun crimine che lo giustifichi. C’è un accanimento nei miei confronti, ma io dico: prendetemi tutto il patrimonio, sequestratemelo, ma non perseguitatemi. Preferirei tagliarmi le dita della mano piuttosto che rimanere altri 4 giorni in carcere". "Se esco dal carcere me ne vado all’estero - giura - non voglio più avere niente a che fare con quello che succede qui". Ricoverato nella sezione psichiatrica dell’infermeria del carcere (ha tentato il suicidio dopo l’arresto, soffre di anoressia oltre a essere claustrofobico), accusato di associazione per delinquere, appropriazione indebita e riciclaggio (ma è indagato pure per le scalate Antonveneta e Bnl), quando ha incontrato l’esponente dell’Idv Coppola si trovava nella cosidetta area verde, uno spazio aperto attrezzato riservato per le visite familiari ai detenuti con figli di età inferiore ai sei anni. E lì, sotto un gazebo, ai 40 gradi della torrida estate romana, la Mura lo aveva trovato sofferente: maglietta aderente e pantaloni della tuta, dimagrito da far paura ("Quando si gira puoi contargli le vertebre" racconta l’onorevole), un’ematoma sulla testa conseguenza di una caduta in cella (secondo la madre avrebbe una doppia frattura, alla fronte e al naso), sguardo assente.

Nuovi provvedimenti di sequestro per l’imprenditore Danilo Coppola che a poche ore dagli arresti domiciliari. La guardia di finanza, per incarico dei pubblici ministeri Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli, ha sequestrato all’imprenditore una villa lussuosa che si trova ad Arzachena, in località Liscia di Vacca in Sardegna e 4 automobili: due Porsche e due Ferrari. Secondo i pubblici ministeri che ipotizzano i reati di appropriazione indebita e impiego di denaro di provenienza illecita, la villa e le automobili sarebbero state acquistate con denari sottratti ad alcune società sulle quali sta indagando l’ufficio del pubblico ministero di Roma. Tali somme sono state distratte a danno del gruppo imprenditoriale. Delle automobili due sono intestate a Coppola, una sua madre Francesca Garofalo e una a un amministratore del gruppo Gaetano Bolognesi.