Arresti eccellenti in Corea per lo scandalo sul gioco

Le indagini attualmente in corso sui buoni regalo negli apparecchi da intrattenimento stanno portando luce, in Corea del Sud, su uno scenario di illegalità e corruzione che non riguarda solo il mondo del gioco ma in generale l'establishment industriale e politico del Paese. Il governo è accusato, in particolare, di aver consentito l'introduzione dei «buoni regalo» come strumento di ricompensa dei giocatori, e di aver utilizzato una rete di controlli a maglie molto larghe nei confronti di eventuali illeciti da parte degli imprenditori. Il primo ministro Han Myeong-sook ha porto pubblicamente le sue scuse «per la cattiva gestione del gioco e di questa vicenda», mentre l'ex ministro della cultura Chung Dong-chea ha rassegnato le sue dimissioni. È dei giorni scorsi la notizia dell'arresto di Kim Min-seok, presidente della Korea Computer Games Industrial Association, accusato di coinvolgimento nelle decisioni governative relative ai videogiochi ed in particolare nella stipulazione dell'elenco delle 19 società con licenza di distribuzione dei buoni regalo. L'industriale è anche sospettato di corruzione nei confronti dei funzionari della Korea Media Rating Board, un'organizzazione a partecipazione statale incaricata dell'approvazione dei videogiochi. A loro Kim Min-seok si sarebbe rivolto, nel 2004, per introdurre sul mercato «Sea Story», la macchina più diffusa in tutta la Corea del Sud e una di quelle accusate di creare maggiore dipendenza, danneggiando le tasche di migliaia di cittadini in particolar modo delle frange meno abbienti.