Arretrati: gli ufficiali giudiziari all’«Umberto I»

Vista l’inutilità degli altri tentativi, i medici sono stati costretti a presentare trecento decreti ingiuntivi La Fials: «Ora Marrazzo ci dica chi è il responsabile»

Antonella Aldrighetti

È solo questione di giorni e poi i medici del policlinico Umberto I avranno finalmente i loro arretrati. Come da rinnovo di contratto e alla stessa stregua dei loro colleghi in servizio negli altri ospedali. L’immediatezza del provvedimento ancora non c’è perché per ottenerli dovranno attendere il pronunciamento della giustizia ordinaria, visto che la rivendicazione delle spettanze è partita tramite presentazione di 300 decreti ingiuntivi. Già, non è bastato indire lo stato di agitazione rimarcando la richiesta dei crediti: i camici bianchi si sono dovuti affidare agli ufficiali giudiziari.
La pretesa riguarda proprio quei quattrini frutto del rinnovo di contratto che era stato siglato ormai a novembre scorso e che riguardava il biennio economico 2003/2005: un’attesa tanto prolungata da far presagire di ottenerli senza troppe rimostranze. E invece no. Fino a oggi i medici universitari hanno percepito solo un 30 per cento dell’intero ammontare cosicché, per ottenere il resto - ossia circa 7mila euro - ognuno dei 300 ricorrenti dovrà attendere la sentenza del giudice di I grado e dare il via alla precettazione in modo da indurre l’azienda Policlinico a versare fino all’ultimo centesimo le somme spettanti. «Radio corsia» già qualche giorno fa riportava voci di corridoio che davano per certa la notizia dei professori «partiti al recupero» ma, allo stesso tempo, il governatore Piero Marrazzo rimarcava l’impegno a riconoscere a tutti gli ospedalieri nuove somme riferite al secondo rinnovo di fine aprile 2006. Vale a dire: le due notizie sembravano contraddirsi. Sembravano appunto perché, dinanzi ai decreti ingiuntivi la giunta ulivista si dovrà impegnare a riconoscere, anche ai camici bianchi dell’Umberto I, i conti da saldare e già saldati a tutti gli altri. Fino a ora così non è stato e «sembra inverosimile che in una struttura così illustre quegli stessi dirigenti medici che l’hanno fatta conoscere a tutto il territorio nazionale debbano far ricorso al giudice del lavoro per ottenere quanto di diritto, eppure è l’unica arma che i camici bianchi hanno nei confronti dell’azienda insensibile da troppo tempo ormai alle richieste del personale», precisa seccato il segretario regionale della Fials-Confsal, Gianni Romano. «Non dimentichiamo - prosegue - che i medici universitari non essendo soggetti a sottoscrivere alcun contratto di lavoro per la remunerazione ma essendo soggetti alle norme in vigore per il personale dello Stato non contrattualizzato, possono accampare diritti solo per l’applicazione del sistema equiparativo al personale del servizio sanitario nazionale e senza tutela diretta delle parti sociali». Così dicendo parrebbe una sorta di discriminazione che ha consentito all’azienda universitaria di prendere tempo sui versamenti ma, adesso, quel tempo sta per scadere. E il risultato è il seguente: «È ora che il presidente Marrazzo dica ai medici del nosocomio se è la Regione Lazio che non ha versato nelle casse dell’Umberto I le risorse finanziarie per far fronte al pagamento degli arretrati oppure se - rimarca il sindacalista - per qualche esigenza esclusiva, sia stato il direttore generale Ubaldo Montaguti ad aver impegnato quelle risorse su altri capitoli di spesa». Un arcano che potrebbe essere svelato proprio a seguito di quella precettazione a saldare i debiti. Quanto alla sicurezza sul via libera del magistrato? «È sempre una sentenza che deve essere emessa per cui nulla è certo ma - ammette Romano - i medici del Policlinico hanno presentato dovizia di materiale che attesta il titolo a ricevere il maltolto».