Un’arringa cantata per riabilitare le streghe

Ha debuttato martedì sera al Belli La donna mancina di Adriana Martino (anche regista), succulento mix di parole e canzoni che, interpretato da Gloria Sapio, Paola Sambo, Marco Casazza e Maurizio Repetto, tenta una coraggiosa riabilitazione della «stregoneria» femminile e dei suoi diritti (fino al 10 febbraio).
Ancora in scena al Ghione troviamo poi Antonio Salines ne Il gatto in tasca, divertente vaudeville che Roberto Lerici ha tratto dall’opera omonima di Feydeau e che, visto il successo registrato nei mesi scorsi, la Contrada di Trieste ha volentieri ripristinato nella rosa delle sue produzioni. Al centro dei fatti, un industriale dello zucchero alle prese con il mondo dell’opera lirica (repliche fino a domenica 27).
Affonda invece le radici nella contemporaneità l'interessante allestimento che Antonio Serrano presenta in questi giorni alla Casa delle Culture: si intitola Cherry Docs e, scritto dall’americano David Gow, mette a confronto, con un linguaggio lapidario e secco, un giovane skin head accusato dell’omicidio di un pakistano e l’avvocato ebreo chiamato a difenderlo (anch’esso in scena fino al 27, in coincidenza con Giornata della memoria).