Arriva «Bacinetto» il muro che taglia Porto Antico in due

L’edificio verrà costruito a poche centinaia di metri dal Museo del Mare e separerà la Darsena dall’area Expo, creando una nuova barriera

Luciano Gandini

Nome in codice: Bacinetto. Si chiama così l'edificio che verrà costruito a poche centinaia di metri dal nuovo Museo del Mare e della Navigazione, lungo il percorso pedonale pubblico, nel cuore del porto antico. In una posizione centralissima e servita dalla metropolitana, ospiterà la sede dei «Magazzini del design», una struttura proposta dalla Facoltà di Architettura dell'Università di Genova. E che l'aspetto estetico sia un elemento decisamente importante del nuovo fabbricato lo si può notare anche dando solo una semplice occhiata alle ricostruzioni computerizzate allegate al progetto - e che pubblichiamo oggi sul Giornale - che inseriscono il disegno del fabbricato all'interno della foto del sito scelto, dando una efficace idea di come sarà realizzato il progetto nella realtà.
La nuova costruzione a levante delimiterà la vecchia Darsena e avrà un aspetto che richiamerà le ampie vetrate dell'edificio Galata, a ponente delimita un piccolo bacino di carenaggio, da cui il nome «Bacinetto». Ed è proprio la parte verso Ponte Morosini a destare maggiori perplessità: infatti sarà un imponente muro in mezzo al mare a dividere il cantiere dalla passeggiata recentemente intitolata a Pertusio. Questo muro avrà delle aperture dove alcuni piccoli balconi chiusi da vetrate, che assomigliano più a delle cabine telefoniche incastrate nel cemento armato che a dei posti da dove poter ammirare il panorama, daranno la possibilità di «curiosare» l'attività del bacino di carenaggio sottostante che ospita imbarcazioni di medio-piccole dimensioni, bisognose delle adeguate riparazioni.
Si potrà accedere al muraglione attraverso un'apposita rampa di scale. Un'ulteriore «cabina» darà la possibilità di osservare, a sud, lo specchio acqueo dell'antica Darsena, la costruzione del Cembalo, completata negli ultimi mesi, e il benzinaio delle imbarcazioni. L'imponente muro ha anche la funzione di riparare e separare nettamente l'area di lavoro dal «Design point». Infatti per evitare che il rumore dell'attività del bacino interferisca con le iniziative che saranno presenti all'interno della struttura universitaria, il muro avrà funzione di barriera protettiva atmosferica e acustica. L'edificio distribuito su due piani offrirà anche dei portici, giusto per non togliere la possibilità alle persone di godere della vista del mare. Parte della strutture portanti finirà inevitabilmente sott'acqua. 2650 metri cubi troveranno posto sul preesistente molo e il cantiere che sta «preparando il terreno» demolendo l'edificio esistente, poco più di un rudere, è già al lavoro da qualche tempo, a seguito di una delibera di Giunta comunale del 2000.
Durante i lavori sarà facile imbattersi in reperti archeologici degni di analisi e studi, quindi è ipotizzabile che in corso d'opera l'andamento degli stessi potrà interrompersi frequentemente, come da copione che gli abitanti del centro storico conoscono bene. Allestimenti museali e attività didattiche esclusivamente legate alla nautica e al mare saranno gli unici ospiti di questa nuova struttura, che non dovrebbe vedere, quindi, la presenza di nuovi negozi o di nuovi esercizi commerciali, salvo ulteriori modifiche.
Il progetto è una delle opere di urbanizzazione secondaria comprese nel P.R.U. - Programma di riqualificazione urbana - della Darsena comunale, caratterizzata da recenti e futuri interventi, come quello del grande spazio pubblico commerciale di Ponte Parodi, non molto distante. Oltre 2 miliardi e mezzo delle vecchie lire sono stati cofinanziati, con l'accordo di programma del 1998, dal Ministero dei Lavori Pubblici. Il soggetto promotore è la società cooperativa edilizia «Il Cembalo» e il marchio coop a Genova è sinonimo di lavoro, tanto lavoro, sempre puntualmente realizzato. Pochi giorni fa, infatti, la Conferenza di Servizi del Comune di Genova ha dato il suo parere favorevole e l'iter burocratico amministrativo procede speditamente. Anche perché una eventuale rinuncia a quest'opera annullerebbe il finanziamento statale già stanziato oltre otto anni fa.