Arriva la banconota da 50 miliardi: con 500 milioni ti compri due panini

Inflazione al 165.000%. Per pagare ormai si usa la carta straccia

da Harare

In un nuovo tragico segnale della spirale dell’inflazione nello Zimbabwe, la Banca centrale ha annunciato ieri la prossima emissione di banconote da 50, 25 e 5 miliardi di dollari locali per gli agricoltori e di una banconota da 500 milioni per il pubblico con la quale al massimo ci si potrà comprare due pagnotte. Le banconote per gli agricoltori «gli agro-assegni» scadranno in dicembre con la fine della stagione agricola.
Tutte le nuove banconote emesse nello Zimbabwe sono di fatto assegni al portatore con la data di scadenza. L’economia del paese ha iniziato a precipitare nel 2000 quando la politica di confisca delle terre agli ex coloni bianchi ha portato ad un crollo della produzione agricola. L’inflazione, la più alta del mondo, ha ormai raggiunto il 165.000% e per comprare un dollaro americano servono 250 milioni dello Zimbabwe, un filone di pane si vende a 200 milioni. Senza contare che l’80 per cento della popolazione è disoccupata e oltre il 75 per cento, in quello che era il granaio dell’Africa, dipende dagli aiuti internazionali per garantirsi un minimo di alimentazione. Scuola e sistema sanitario sono ormai al collasso totale.
La tragica situazione economica viene ulteriormente aggravata dalla crisi politica, mentre ancora non è stata fissata la data del ballottaggio alla presidenziali dopo il primo turno del 29 marzo. I risultati ufficiali resi noti il 2 maggio indicano il leader dell’opposizione Morgan Tsvangirai al 47,9%, contro il 43,2% del presidente Robert Mugabe, al potere da 28 anni. Tsvangirai sostiene di aver vinto al primo turno e accusa il regime di brogli. Al peggio non c’è mai fine.