Arriva il bonus-sgobbone: 400 euro al mese

Bravo sì, ma quanto bravo? Povero sì, ma quanto povero? La Provincia di Trento ha deciso di finanziare con 400 euro al mese gli studenti più meritevoli ma le cui famiglie versano in condizioni economiche disagiate. Una buona idea, peccato che i criteri per definire la graduatoria dei possibili beneficiari sia ancora in alto mare. Al momento bisogna accontentarsi dell’effetto-annuncio che però, fin quando la «griglia» non verrà approntata, lascia il tempo che trova. La notizia pubblicata ieri in prima pagina dal quotidiano Il Trentino è oggetto, in questi giorni, di un’accesa polemica legata proprio ai parametri che daranno diritto al vitalizio riservato agli «sgobboni».
Da parte sua l’ufficio di presidenza della Provincia ha confermano al Giornale la «ferma intenzione di sostenere con una maxi borsa di studio i giovani universitari». Insomma, un aiuto niente male per tutti gli aspiranti dottori che non navigano nell'oro.
Il presidente della Provincia, Lorenzo Dellai dice infatti di temere che l'aumento delle difficoltà economiche induca le famiglie meno abbienti a tagliare, principalmente, le risorse in precedenza destinate all'istruzione universitaria dei loro figli: «Questo non deve accadere. Dunque abbiamo previsto l'assegnazione di una somma pari a 400 euro mensili ai figli di famiglie economicamente disagiate, che abbiano ottenuto un eccellente voto di maturità e che si iscrivono ad un qualsiasi ateneo. «Il beneficio in questione - aggiunge Dellai - verrà assicurato per tutti gli anni di frequenza regolare del corso di studio universitario a condizione di avere ottenuto una votazione media elevata».
Ma alcuni dettagli (non secondari) restano ancora oscuri. Ad esempio cosa si intende per «eccellente voto di maturità»?; e che significa, per i neouniversitari, una «votazione media elevata»; i «fuori corso» saranno esclusi?; infine, qual è il reddito al di sotto del quale si potranno ricevere i fatidici 400 euro?
Su quest’ultimo punto le idee sono ancora molto confuse, mentre per quanto riguarda l’«eccellente voto di maturità», la «votazione media elevata» e i «fuori corso», il Giornale è in grado di anticipare le probabili decisioni che verranno prese dalla Provincia trentina.
Il voto di maturità non dovrà essere inferiore a 90 (il massimo è 100), il numero degli esami universitari dovrà essere almeno di 5 all’anno con un punteggio non inferiore a 28 (il massimo è 30), i «fuori corso» perderanno il diritto al vitalizio. Vitalizio che invece coprirà l’intero iter accademico degli studenti-modello a prescindere dalla facoltà scelta; è allo studio inoltre l’ipotesi di prolungare ulteriormente il bonus di 400 euro anche durante master e specializzazioni post-laurea.
Nella speranza che, almeno in questa fase, si possa cominciare a contare su un vero stipendio.