Arriva Cirque Éloize al Piccolo «Pioggia» di sorprese

Arte circense, ovvero affermazione dichiarata di libertà. Dalla clownerie alla giocoleria, dalla danza all'aerea acrobazia, si fonde ancora una volta con il fascino del teatro per ripercorrere la magia di un'espressione performativa capace di dialogare con la fantasia e di comunicare con la dimensione onirica. La compagnia canadese Le Cirque Éloize, diretta da Jeannot Painchaud, al Piccolo Teatro Strehler fino al 22 marzo sarà protagonista di Rain, una pioggia di buonumore che cadrà senza tregua a piccole gocce di humour e ironia, di allegria e di poesia. Scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca, artista svizzero-italiano dall'acuta fantasia visionaria che grazie al suo estro, alla sua sensibilità nei confronti del mondo circense e al suo stile originale è stato ingaggiato anche dal Cirque du Soleil per la regia di Corteo, Rain rende omaggio alla pioggia, fenomeno naturale abitualmente e ingiustamente abbinato a stati d’animo quali la malinconia se non la tristezza, rubandone il potere di suggestionare e di ispirare la mente per un viaggio a ritroso verso l'infanzia. Quinta creazione del Cirque Éloize, rappresentato circa 500 volte in tutto il mondo, Rain che nel 2005 è stato la rivelazione di Broadway, continua a riscuotere un gran successo tanto da essere considerato un evento unico nella storia degli spettacoli di circo. Dopo il trionfo con Nomade, lo spettacolo, che sulla colonna sonora di Goran Bregovic spalancava la visuale su un cielo notturno illuminato da un tappeto di stelle lasciando poi lo spazio al senso dell'udito, impegnato a captare la leggerezza di dolci canti evocativi, Rain è la realizzazione della seconda tappa de «La trilogia del Cielo», seguito da Nebbia: «In Nomade - dichiara il regista - abbiamo alzato lo sguardo e abbiamo scoperto che, la notte, il cielo è davvero un universo infinito e affascinante. In Rain, da quello stesso cielo è piovuta su di noi una libertà nostalgica; in Nebbia, il cielo scende come un mantello che copre le nostre spalle e protegge i nostri sogni, tutelandoli da interferenze e condizionamenti negativi e avversi». Tre spettacoli di teatro-circo capaci di accompagnare il pubblico nell'universo dell'acrobatismo governato dalle leggi della poetica nostalgica circense. Con Rain, dove la libertà domina la fantasia più spregiudicata, si arriva dunque ad amare la pioggia, il cielo bigio e umido, i nembi gravidi, pronti a fare scrosciare un applauso bagnato rivolto alla natura, alla vita e ai più bei ricordi d'infanzia. Perché sono i bambini con la loro purezza a gioire saltellando a piedi nudi da una pozzanghera all'altra, lasciando schizzare gocce sporche di terra, ma trasparenti come i sogni fanciulleschi, testimoni di un’epoca della vita unica e irripetibile. Proprio a questo incantevole mondo il regista Daniele Finzi Pasca si è ispirato, ridisegnando le immagini e gli scatti fotografici della sua infanzia, compiendo un salto a piè pari nella sua memoria. È così che in un teatro, alcuni attori circensi danno il via alle prove per uno spettacolo, attraversando ricordi di amori vissuti, passioni segrete, frammenti di intimità. Quando pioveva le cose più inaspettate venivano dal cielo: messaggi, segni, promesse. Sul nostro palcoscenico non cadrà solo la pioggia. Pioveranno anche sorprese».