ARRIVA IL COMMISSARIO PER L’EMERGENZA NOMADI

Anche Roma, come Milano, avrà presto un commissario straordinario per gestire l’emergenza nomadi. Perché di emergenza si tratta, secondo il sindaco Gianni Alemanno. «Non stiamo parlando della storica presenza di sinti o giostrai - osserva - ma di invasioni nei confini comunitari con flussi crescenti. Questo fa da innesco a una serie di presenza diverse più o meno abusive, come è successo a Castel Sant’Angelo. I nomadi in Europa sono 16 milioni, per cui se questi flussi non vengono controllati c’è il rischio che si spostino dai paesi più poveri dell’Unione europea a quelli considerati più ricchi».
Per riportare la normalità serve una figura che abbia poteri speciali in materia e, soprattutto, risorse economiche. In campagna elettorale se n’era già parlato, ora siamo alla fase operativa. Il nome del commissario verrà deciso tra qualche giorno. Ancora non si sa se la scelta ricadrà sul prefetto o su un altro funzionario.
«In ogni caso - puntualizza il sindaco - bisogna evitare nuove authority e dare poteri più incisivi a strutture esistenti». Il sindaco ieri ha affrontato la questione con il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Il commissario straordinario per i rom dovrà avere poteri integrati che operano sia sul versante della sicurezza sia su quello della definizione territoriale, per decidere dove andranno collocati i campi o come dovranno essere accorpate queste presenze. C’è poi l’aspetto solidale, che comporterà interventi a favore dei minori e delle persone disagiate.
«Unificare questi poteri diversi su una persona e dargli anche le risorse per intervenire - spiega Alemanno - significa dare un comando unico su questa materia. Poi la scelta fatta a Milano di attribuire questo potere direttamente al prefetto cancella l’eventualità di creare una nuova sovrastruttura o una nuova authority, tipo il vecchio commissario dei rifiuti a Napoli. È lo stesso prefetto, quindi una struttura già esistente, non una nuova sovrastruttura, che assume dei poteri più incisivi».