Arriva il film testamento della regista assassinata

Adrienne Shelly, uccisa a New York dopo le riprese, sognava il rilancio con «Waitress», opera sul duro mestiere di madre

da Locarno

Torta col morto. Potrebbe intitolarsi così Waitress (cameriera), la sdolcinata commedia di Adrienne Shelly, presentata ieri in concorso dalla Fox, che da noi la distribuirà il 18 ottobre. Già ospite del Sundance Film Festival Waitress serve un prodotto appena commestibile, che tuttavia va di traverso quando si ricorda com’è morta la sua regista (qui anche attrice, nel ruolo di Down, cameriera bruttina di un caffè-pasticceria, dove però troverà il suo principe azzurro). Assassinata nel novembre 2006 a New York, all’età di 40 anni, prima ancora di sapere che il suo film era stato ammesso in concorso al Sundance Festival, Adrienne Shelly è stata ricordata così dal produttore Michael Roiff: «Non riesco proprio a credere che io sia qui e lei no. E pensare che le sarebbe piaciuto molto esserci, perché Waitress rappresentava molto per Adrienne: la svolta della sua carriera». Sceneggiata mentre la regista aspettava la figlia Sophie, in realtà questa commedia post-femminista gira intorno al perno della difficoltà d’essere madre oggi. Jenna (la graziosa Kery Russell, vista insieme a Tom Cruise in Mission impossible III) è un vulnerabile genio delle torte e affini. Persa nelle sue ricette, anche quando quella bestia del marito Earl (Jeremy Sisto) le urla dietro, la giovane donna ha un solo sogno: scappare. Soprattutto quando si rende conto d’aspettare un bebé non desiderato. «Non ho bisogno d’un bambino. Non ho bisogno di problemi. Voglio fare soltanto le mie torte», piange Jenna, prontamente consolata dal suo dottore, un aitante giovanotto sposato a sua volta. Tipico film incentrato sulla classe lavoratrice per eccellenza, quella dei camerieri, Waitress pende da una parte verso Chocolat, film che fece di Juliette Binoche la star del cioccolato, dall’altra verso Pomodori verdi fritti, col suo portato cripto-lesbico di un’esistenza femminile privata per sempre dalla presenza maschile, qui considerata davvero soltanto quando il vecchio amico Joe (Andy Griffith) molla alla puerpera un bell’assegno con diversi zeri, che varrà a Jenna l’apertura di una nuova pasticceria, tutta per sé. «Il film esplora i temi dell’amicizia femminile, della solidarietà e dell’amore materno, anche se i conflitti familiari non mancano certo», spiega il produttore Michael Roiff, ormai specializzato nel racconto della strana morte di Mrs. Shelly.