Arriva Ibm System z10 «cervellone» per aziende

Ibm compie un altro passo avanti nello sviluppo dei mainframe, ossia dei sistemi informatici centralizzati che rappresentano il «cervellone» dell'azienda.
Big Blue ha infatti realizzato il nuovo mainframe System z10, disegnato per incrementare l’efficienza dei data center (centri di elaborazione dati) migliorandone le prestazioni e riducendo i costi di alimentazione, raffreddamento e spazio fisico richiesto. Sicurezza e gestione automatizzata delle risorse informatiche (It) consentono una risposta in tempo reale ai mutamenti del business.
System z10 è stato progettato per agevolare il passaggio ai nuovi data center «orientati ai servizi», studiati per la condivisione delle informazioni all’interno dell’azienda, anche di grandi dimensioni. «Per realizzare questo nuovo mainframe, Ibm ha impiegato 5mila tecnici per 5-6 anni e investito 1,5 miliardi di dollari (Ibm ne investe 6 ogni anno in ricerca e sviluppo, ndr) - spiega Francesco Stronati, vicepresident Systems and Technology Group Ibm Italia -: negli ultimi 7 anni, dal 2000 al 2007, la potenza installata dei mainframe Ibm è cresciuta del 190%. Il mercato sta premiando la capacità di questa struttura che, anche se più cara delle altre nella fase di acquisto, si rivela poi più vantaggiosa nel medio lungo periodo in termini di costi di gestione e utilizzo. Infatti, mentre le altre strutture presentano voci di costo nascoste e necessitano poi di continui investimenti per aggiornamenti, ampliamenti, gestione della complessità e dei guasti, il mainframe presenta subito costi trasparenti e definitivi. La spesa iniziale più alta spesso scoraggia l’azienda a orientarsi verso questa soluzione, ma chi poi l’affronta ha dei vantaggi enormi in termini di taglio dei costi per la gestione, l’alimentazione, l’aggiornamento e la sicurezza».
In particolare z10, non solo è più efficiente dello z9 per scalabilità, efficienza energetica e grado di consolidamento dei dati ma presenta anche un nuovo e più potente processore Quad-core (con 4 micro-processori interni) e offre la possibilità di estendere la capacità ad altri processori ultrasofisticati e specializzati ad altissima potenza. «Stiamo spingendo molto sulla sofisticazione del mainframe e abbiamo triplicato la sua potenza proprio perché le ultime generazioni non sono più solo in grado di sviluppare una capacità enorme ma anche di supportare carichi di lavoro su piattaforme come Linux e Java che prima erano delegati a strutture più snelle - sottolinea Stronati -; centralizzando tutte la attività nel mainframe si controlla in modo più efficiente la spesa energetica e di condizionamento e si riduce lo spazio fisico occupato. Inoltre, grazie all’utilizzo on demand (su richiesta) si paga esattamente la potenza utilizzata, senza sprechi».
Dal punto di vista delle prestazioni lo z10 è del 50% più veloce del suo predecessore, z9, migliorando del 15% il rapporto potenza/kW. Se paragonato a una struttura a server, in termini di capacità, z10 equivale a quasi 1.500 server x86, con un ingombro minore dell’85%, costi energetici inferiori fino all'85%, e una capacità di 30 volte superiore.