Arriva in Italia il film choc sulla jihad contro l’Occidente

Mario Sechi

da Roma

In tempi di «equivicinanza» e teorie per cui i gruppi terroristici diventano «partiti politici», è davvero controcorrente l’iniziativa della Fondazione Magna Carta (www.magna-carta.it) che con la Summer School che si apre a Frascati domenica prossima presenta una serie di dibattiti, corsi di formazione politica e incontri dal significato diametralmente opposto al «politicamente corretto» del governo e alla timidezza dell’opposizione. Sarà una settimana all’insegna del «parlar chiaro». «Cultura è responsabilità, è saper assumere posizioni scomode, non partecipare a discussioni nel salotto buono», spiega Gaetano Quagliariello, presidente di Magna Carta. Scomodo è il film Obsession che la fondazione ha deciso di proiettare per la prima volta in Italia durante l’appuntamento di Frascati. Un documentario (www.obsessionthemovie.com) acclamato al Worldfest di Houston, al Newport Beach Festival, vincitore del premio come miglior film al Liberty Festival, che però non riesce a trovare un distributore perchè pesa come un macigno il caso Van Gogh (il regista olandese autore di Submission). Il film verrà proiettato da Magna Carta mercoledì 6 settembre ed è un’occasione unica per vedere da vicino la cultura della jihad islamica e i suoi esponenti. È in Obsession che il leader di Hezbollah, Nasrallah, urla alla folla (che risponde) «morte all’America» e afferma che «il modo più onorevole di morire è quando si sta uccidendo in nome di Allah». Non ci sembra il discorso di un leader politico con il quale ci si può incontrare senza imbarazzo.
Fiamma Nirenstein e Alfredo Mantovano presenteranno il film insieme a Robert Wistricht (direttore del Centro internazionale di studi sull’antisemitismo di Gerusalemme). «Il film è una testimonianza sulla cultura dell’odio che si è sviluppata nell’Islam estremo - spiega la Nirenstein - e i temi ci sono proprio tutti: l’antioccidentalismo, l’antiamericanismo, l’antisemitismo e soprattutto la cultura della morte. Il fatto che noi amiamo la vita per loro è un segno di debolezza estrema, perchè l’Islam radicale dichiara di amare la morte. Secondo me, uno dei motivi dell’incapacità dell’Europa di combattere il terrorismo è proprio la mancanza di consapevolezza di quello che dicono i terroristi. Chi parla di integrazione di Hamas dovrebbe vedere questo film. Capirebbe che si tratta di illusioni autodistruttive. Vedere Obsession significa prendere contatto con una realtà paurosa, spiacevole, ma indispensabile da conoscere. C’è una perversione simile al nazismo». Immagini scomode che non trovano un distributore. Il regista, Wayne Kopping (già autore di Relentless, un film sul fallimento degli accordi di pace di Oslo), intervistato recentemente durante lo show radiofonico di Rush Limbaugh, ha rivelato «stiamo ancora cercando disperatamente un distributore». Quelle immagini scomode fanno paura, ma l’11 settembre prossimo saranno proiettate a Los Angeles, Cleveland e Newport grazie all’inziativa di privati cittadini che hanno organizzato degli «screenings». Immagini scomode, parole scomode per far riflettere il governo e anche un centrodestra che sembra voler cedere al compromesso con i tiranni del Medio Oriente in cerca di armi di distruzione di massa. L’Iran di Ahmadinejad sarà al centro del dibattito con Efraim Imbar, direttore del Begin-Sadat Center for Strategic Studies di Bar-Ilan in Israele, il cui ultimo bollettino è dedicato proprio alla «crescente minaccia iraniana». La cultura della resa che si sta diffondendo in Europa, è figlia della rinuncia all’identità. È proprio questo il filo conduttore della Summer School di Magna Carta. Un tema che affronterà l’ex presidente del Senato Marcello Pera nel suo discorso inaugurale domenica 3 settembre e sarà poi sviluppato negli incontri pubblici e le interviste con il commissario europeo Franco Frattini e l’ex ministro della Lega (il partito che su questi temi ha anticipato tutti) Roberto Maroni e l’incontro con George Weigel, biografo di Giovanni Paolo II e autore de La Cattedrale e il Cubo, un libro fondamentale per la politica dei conservatori americani. Le sessioni plenarie saranno alternate a lezioni tenute dai docenti di Magna Carta alle quali parteciperanno cinquanta studenti selezionati. Una formula innovativa che vuole sviluppare e approfondire il dibattito su tre punti che nell’agenda globale sono strettamente legati: politica estera, valori etici, identità e critica del multiculturalismo. I partiti - da Telese a Caorle - a settembre fanno festa, dalla Summer School di Frascati invece arriverà un avvertimento: stiamo ballando sul Titanic.