Arriva l’Enzo Jannacci sudamericano

Luca Testoni

Classe 1964, uruguaiano di Montevideo, Jorge Drexler ha dalla sua un primato niente male. Il tutto grazie a «Al Otro Lado Del Rio», il brano composto per «I diari della motocicletta», il film del brasiliano Walter Salles incentrato sul viaggio del Che Guevara e di Alberto Granado nell'America Latina.
Una canzone davvero molto fortunata. È stata infatti la prima, non in inglese, in grado di vincere l'Oscar. Quello di quest'anno (anche se nella cerimonia di consegna all'Academy è stata cantata dall'improbabile accoppiata Banderas-Santana). Registrata su un computer portatile, è riuscita nella non facile impresa di battere megaproduzioni realizzate in studi miliardari.
Cantautore-medico (un po' come il nostro Jannacci), tra i più apprezzati della sua generazione in Sud America (anche se vive da una decina d'anni a Madrid), Drexler sembra trovarsi particolarmente a suo agio con ballate soft per chitarra e voce che fanno un uso misurato dell'elettronica e che nei testi spaziano da ispirazioni sentimentali a temi presi in prestito dall'attualità (inclusa la brutale crisi economica che ha attanagliato l'Argentina e il suo Paese).
Già visto (e apprezzato) in versione solista alla Salumeria della Musica (era il marzo scorso), dove si è reso protagonista di un duetto con Jovanotti (hanno cantato insieme «Morirò d'amore» di Lorenzo, di cui Drexler è amico, nonché traduttore per il mercato spagnolo), il musicista-compositore ritorna domani in città in occasione del Festival Latinoamericando nel piazzale antistante il FilaForum di Assago (ore 21.30, ingresso 5 euro) portando con sè il suo carico di pop d'autore semplice ed immediato. Lo show di domani ruoterà attorno ai suoi ultimi due album: «Sea», del 2001, e il più recente «Eco», del 2004.